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Andrea Govoni, il cantautore racconta: “Le canzoni, mi vengono a cercare” | Intervista

Il musicista e cantautore racconta e si racconta in esclusiva tra le pagine di VanityClass

Andrea Govoni

Andrea Govoni è musicista e cantautore perché – probabilmente – è stata la musica a non lasciargli scampo. Oggi dopo vent’anni di “onorata” carriera come musicista, avendo collaborato con tanti grandi della musica, dopo tanti concerti e altrettanti palchi, Andrea decide di prendere il largo con la sua imbarcazione, scegliendone la rotta e concedendosi il tempo di navigare con la calma dovuta. Govoni si racconta e con Modena saluta la sua città per gettare l’ancora a Milano che le spalanca le braccia e lo accoglie come un figlio. Milano, infatti, sarà la protagonista del suo prossimo singolo in uscita a dicembre e un altro prezioso tassello di un disegno, un album, che non è solo un progetto artistico, ma di vita.

Andrea Govoni, il cantautore racconta: "Le canzoni, mi vengono a cercare" | Intervista
Andrea Govoni
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComunicAzione (credits: Mauro Lucchini)

Andrea Govoni – L’intervista

Andrea Govoni, benvenuto tra le pagine di VanityClass. Prima di cominciare ad esplorare la tua musica, come ti definiresti?

Sono un perfezionista, cerco sempre il massimo, mi rompo le balle da solo, stufandomi self made. Navigo in un canale più lento della piena musicale di oggi. Continuo con la mia barchetta, che forse nella tempesta non è visibile più di tanto ma poi sopravvive alle ondate. Non sono Jack Sparrow, ma un semplice capitano che, con calma, conduce la sua imbarcazione verso l’avventura.

Un capitano che conduce la sua imbarcazione con la dovuta calma. Quanto è importante prendersi il tempo necessario per scrivere le proprie canzoni?

Sono Old style; credo nel prendersi il tempo per l’ascolto, il tempo per fare musica, per scrivere. Si deve cercare il proprio focus, digerendo le proprie esperienze musicali. Oggi si è persa la spontaneità, sacrificandola a quello che il mercato chiede. Cercando di farsi strada, erroneamente si crede che aderire a “quel che va di più”, sia inevitabile. Si parla di moda, ma personalmente sono felice di non essere così, non si può dipingere pensando a chi o a quanti si potrà vendere il quadro. Voglio poter dare sfogo alla mia ispirazione, esprimendo quello che ho dentro. Prima di qualsiasi altro, deve poter rendere felice me stesso.

Quanto può essere difficile essere sé stessi?

Non posso indossare abiti che non mi appartengono; la canzone è un po’ come un vestito. Non puoi sentirti bene, bello, a tuo agio, con qualcosa che altri ti hanno messo indosso. È una questione di coerenza e di volersi bene. Proprio perché c’è tanta musica, posso solo essere sincero, con me stesso e con gli altri. Questo non è difficile per me. Mi piace andare per negozi vintage, mercatini e scovare qualcosa che fa per me; nell’indossarlo, nel farlo mio, si rinnova. Questa è anche la musica, che può fare tesoro del passato, per illuminare ed ispirare nuovi testi, nuove note. Il patrimonio culturale e musicale che abbiamo è inestimabile ma oggi rischia di disperdersi in virtù di leggi di mercato che avviliscono l’arte.

Hai un’immagine tutta tua. Difficile confonderti…

Assolutamente, non è voluta, ma i vestiti mi cercano, come le canzoni. Sono un topo da biblioteca, da libreria e da mercatini vintage. Non si può piacere a tutti ma se ci si piace si sta meglio con tutti. Ascolto sempre i consigli, poi elaboro e scelgo. Credo che sia importante non chiudersi ma ascoltare anche cosa va nella musica, cosa esce. Cosa fa il mercato è importante, ma lo è anche rigenerare gli abiti, i tessuti e portarli nella contemporaneità.

Cosa conta oggi?

Per un’ostentata ricerca di visibilità, si fanno carte false e ci si spoglia nel vero senso della parola: i video che accompagnano le canzoni sono sempre più “spinti” e fagocitano la musica, che passa in secondo piano. La ricerca esasperata di numeri e visibilità è diventata una tattica, pertanto non sincera. Mi spiego: quando è una sfacciataggine punk, è un’altra cosa, perché non è un atteggiamento costruito ma vera trasgressione; è rock, è figo, è cool, ma se non è quella roba lì, solo un atteggiamento per raggiungere dei like, dei numeri, è triste.

C’è un po’ troppa volgarità a discapito della bellezza?

Trovare bellezza musicale in tutta questa volgarità è difficile. Io sono stato in mezzo alle rock star, americane, inglesi …ma erano proprio così. Se devi venderti l’anima per ottenere visibilità e violentarti, anche no. La trasgressione di Renato Zero era tutta sua, piena di contenuti, ricca di argomenti; si sentivano la strada, i marciapiedi, la vita. Molti giovani seguendo consigli sbagliati si bruciano, si perdono. Si è persa la bellezza del contenuto. Le cose belle sono quelle di nicchia e a fare i numeri, purtroppo, spesso, sono le cose brutte, volgari. Non voglio esagerare; poi qualcuno in mezzo brilla, ma spesso anche le belle voci si mortificano in schemi prefigurati. La cosa che mi fa soffrire è vedere i grandi talenti, i cantautori, mollare il colpo. Sui grandi palchi è più facile trovare prodotti con scarso contenuto, perché sono quelli che il mercato vuole.

Quando non sei al pianoforte o con la chitarra tra le mani, come trascorri il tempo?

Sono un vagabondo metropolitano con la passione per la natura. Mi è sempre piaciuto dormire; ultimamente però, amo di più uscire a piedi per Milano godendomi la città. Suono la sera, la notte, ma il giorno ho bisogno di natura: vado in cerca di quella pace che solo lei può darmi. Questo è il motivo di tante fughe solitarie in giro per il mondo o lungo il lago.

Dove stai andando con la tua musica?

Sto andando nel luogo che è da sempre la mia meta: alla ricerca della mia serenità, che sento sempre più vicina. Quello che desidero non sono le visualizzazioni ma il riuscire a raggiungere più cuori, regalando magari la gioia, l’emozione che si prova guardando un bel quadro; vorrei che le mie canzoni potessero far sognare tanti altri. Il mio sogno più grande è di poter vivere con e per la musica e di musica. Sento che sto viaggiando finalmente, dentro di me, fino al fondo e per poter trasmettere quello che ho dentro è necessario. Il mio viaggio è nella musica romantica, esattamente come l’ho scritta, sincera, senza fronzoli …un’arte sincera. Non sono a caccia di successo ma voglio solo fare la mia musica, sperando che sia apprezzata.

Andrea Govoni, il cantautore racconta: "Le canzoni, mi vengono a cercare" | Intervista
Copertina ufficiale di “Modena”, singolo d’esordio di Andrea Govoni
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComuncAzione (credits: Mauro Lucchini)

È uscito il bellissimo video di Modena, la tua canzone d’esordio come cantautore e il mese prossimo uscirà Chinatown, il tuo abbraccio a Milano che è diventata la tua casa…

La prima cosa che ho voluto fare a Milano è stato andare a vedere Chinatown ed è stato amore a prima vista. A Milano ero straniero ma lì mi sono sentito a casa, mescolato tra gente, tra culture, abitudini, colori, cibo e profumi diversi. Questo nuovo progetto musicale è un altro importante tassello di quello che spero sia un bel “quadro” da condividere con chi avrà voglia di viaggiare con la mia musica. Una pagina …un’altra, da raccontare.

Redazione

Scritto da Redazione

La redazione di VanityClass.

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