Ivano Esposito: passione danza e la lotta contro la violenza sulle donne
Dalle strade di Secondigliano ai palchi internazionali, la danza è stata per lui vocazione, riscatto e strumento di denuncia sociale.

Ivano Esposito: passione danza e la lotta contro la violenza sulle donne
Ivano Esposito è molto più di un maestro di danza. È un artista che ha trasformato il movimento in linguaggio, la tecnica in espressione e il dolore in impegno sociale.
Napoletano, cresciuto a ritmo di jazz e oggi anima della “Ivano Esposito Art Dance”, si è fatto portavoce di un messaggio profondo: ballare può salvare, cambiare, svegliare coscienze.

Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il suo percorso, la sua visione della danza e la sua battaglia contro la violenza di genere.
Ivano, ha iniziato a ballare a soli 8 anni nelle scuole di ballo di Secondigliano. Che ricordo ha di quei primi passi nel mondo della danza?
Ricordo l’entusiasmo puro, quello che solo un bambino può avere.Ballare era un modo per sentirmi libero, per esprimermi, per stare bene.
A Secondigliano c’era poco, ma quel “poco” per me era tantissimo: era musica, passione e speranza.
Non sapevo dove mi avrebbe portato la danza,ma sapevo che non volevo smettere.
Il jazz è sempre stato parte della sua vita, ma ora si dedica principalmente ai balli caraibici. Quando è avvenuto questo passaggio e cosa l’ha affascinata di questa disciplina?
Il jazz mi ha formato, mi ha dato tecnica, espressione e musicalità. Ma con la salsa e la bachata ho sentito qualcosa di più viscerale.
È successo in modo naturale: quei ritmi raccontano emozioni vere,uniscono energia, sensualità e connessione con l’altro.
Ivano Esposito: passione danza e la lotta contro la violenza sulle donne
Ha creato la scuola “Ivano Esposito Art Dance” a Napoli. Qual è la sua missione educativa e artistica?
Offrire ai ragazzi un’alternativa sana, un luogo dove potersi esprimere e credere in sé stessi.Non è solo una scuola di ballo: è una casa per chi vuole mettersi in gioco.
Voglio formare ballerini, sì, ma soprattutto persone consapevoli, capaci di emozionare.
La sua coreografia contro la violenza sulle donne ha avuto un impatto fortissimo. Cosa l’ ha spinta a usare la danza come strumento di denuncia?
La danza è un linguaggio potente, arriva dove le parole non arrivano. Ho sentito il bisogno di usare il mio talento per qualcosa che andasse oltre.
La violenza sulle donne è una ferita aperta, e se anche una sola persona, guardando quella coreografia, riflette o trova il coraggio di chiedere aiuto, allora ho fatto la cosa giusta.

C’è stato un episodio preciso che ti l’ha segnata e spinta a impegnarsi su questo fronte?
Sì. Un pomeriggio a Napoli, ho assistito a una scena scioccante.
Una donna è stata buttata fuori da un’auto e ha subito umiliazioni. Io e una mia amica siamo corsi ad aiutarla. L’abbiamo confortata fino all’arrivo del fratello.
In quel momento ho capito che non si può restare fermi. Che l’arte può — e deve — diventare voce per chi non ne ha.
Ha vinto un premio internazionale in Spagna con questa coreografia. Come hai vissuto quel momento?
È stato un riconoscimento profondo. Non per me, ma per il messaggio che portavo. Quel premio è dedicato a tutte le donne che non hanno voce. E per me è una responsabilità: continuare a lottare, anche fuori dal palco.
Sogna di volere partecipare a “Ballando con le Stelle”. Cosa rappresenterebbe per lei?
Sarebbe un sogno realizzato. Non solo per la visibilità, ma per il messaggio che potrei portare. Vorrei far capire che la danza non è solo spettacolo. È cultura, è riscatto, è speranza.
E rappresentare Napoli su quel palco sarebbe un onore immenso.
Ivano Esposito: passione danza e la lotta contro la violenza sulle donne
Crede davvero che la danza possa contribuire a cambiare la società? In che modo?
Assolutamente sì. La danza parla al cuore, smuove emozioni, crea consapevolezza.
Quando uno spettacolo ti fa riflettere, ha già fatto la sua parte. Il corpo diventa veicolo di storie, di verità che spesso non si dicono.
E poi c’è anche la violenza invisibile, quella sui social, il body shaming, l’odio, lo screditare le donne sul lavoro.Non è il mondo in cui voglio vivere.
E se posso cambiarlo con la mia arte, è quello che continuerò a fare.
Ha studiato anche hip hop e altre discipline. Quanto conta la versatilità nella formazione di un ballerino?
Tantissimo. Ogni stile ti regala strumenti diversi: controllo, ritmo, improvvisazione. Più sei aperto alla contaminazione, più forte sarà la tua identità artistica.
Che consiglio darebbe ai giovani di Napoli che vogliono avvicinarsi alla danza?
Di non smettere mai di sognare. E di farlo con disciplina e cuore. Napoli è una città difficile, ma ha un’energia unica. Ballate, sbagliate, rialzatevi. E soprattutto: credete in voi stessi. Sempre.
Ivano Esposito non è solo un danzatore: è un uomo che ha scelto di trasformare il palcoscenico in un luogo di verità.
Con ogni passo, racconta una storia. Con ogni coreografia, accende una luce su ciò che spesso resta nell’ombra.
Nel suo mondo, la danza non è solo bellezza, ma battito, lotta, rinascita. E anche quando i riflettori si spengono, resta forte il suo invito: ascoltare, guardare, sentire… e danzare, sempre, anche contro il silenzio.
Cliccate qui sotto per visualizzare la coreografia di Ivano Esposito contro la violenza sulle donne.
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