Esistono diversi tipi di insegnanti, quelli quadrati e quelli a forma di spirale, chi si dedica solamente ai programmi stabiliti, chi invece vuole sperimentare ogni giorno sia il potenziale degli studenti che quello di sé stesso. Tra alunni e docente deve crearsi una connessione tale da poter cooperare insieme, ed un bravo insegnante deve poter fare germogliare la creatività, spesso non considerata proprio dove dovrebbe essere posta in risalto. La scuola non è un insieme di regole didattiche e comportamentali ma l’armonia di quell’insieme che inizia proprio dal dialogo.
Un insegnante dei paesi vesuviani, è riuscito in soli quattro mesi a conquistare i cuori dei colleghi e soprattutto degli studenti, per non parlare delle famiglie, le quali sono rimaste stupite dalle maniere di questo maestro : gentile, sorridente e soprattutto dotato di rara empatia. Il tre ottobre 2025 è stato convocato per prestare servizio presso la Direzione Didattica del comune di Terzigno, i primi giorni , come hanno detto i piccoli studenti, avevano timore del maestro nuovo, “Sembrava severo, come se noi dovessimo essere dei soldatini”, nei giorni successivi, il Maestro Theo, iniziò a farsi conoscere, prima dal punto di vista didattico, poi con il suo fare da burlone : fingeva di scrivere sul registro elettronico note disciplinari, poi con una risata rivelava lo scherzo. Insomma, in quasi un mese i piccoli andavano ogni mattina più entusiasti a scuola, andavano dal maestro Theo, , come se la scuola fosse casa sua. Ciò che ha conquistato i loro animi è stato il metodo con il quale lavorava, molto innovativo, creando fili interconnessi che riunivano tutto in una rete interdisciplinare. Il Maestro Theo, laureato in filosofia, si ritrovava spesso a parlare di Socrate, di Platone, dei presocratici, con un linguaggio semplice e adattato alle classi. Manca poco alla sua immissione in ruolo, ma ancora alcuni mesi di sacrifici e sapremo chi saranno davvero i fortunati. Poter avere Theo come docente è una delle conquiste importanti della scuola italiana, dovrebbe intervenire il Ministero della Pubblica istruzione e constatare che ci sono insegnanti come lui, che non è un’utopia, anzi è la realtà che è distopica, è la società che guarda solamente il dramma della vita senza mai girare lo sguardo per osservare quanta bellezza c’è intorno a noi.

Lo scorso sei febbraio si è concluso l’incarico, ma colleghi, alunni e famiglie non vogliono ancora che si allontani dal plesso “Rosa Miranda”, che, ascoltando le parole del maestro Theo, pare sia una fucina di umanità e creatività, dove anche i supplenti possono e devono, senza essere considerati, come accade spesso, l’ultimo chiodo della ruota del carro. Theo ha detto : Sono due anni che lavoro come insegnante della scuola primaria, e devo ammettere che ho raccolto dei frutti meravigliosi, Il plesso Rosa Miranda di Terzigno si sussegue al Plesso Belvedere di San Giuseppe Vesuviano, in queste due realtà sono stato accolto benissimo, sono rimasto in amicizia con le colleghe, cosi come accadrà con quelli del Miranda, non mi sono mai sentito un supplente posteggiato lì, anzi, probabilmente, ho potuto agire con la massima libertà professionale, forse anche troppo. Nei loro occhi c’è magia, c’è arte, c’è forza che si espande fino a toccare le anime di noi che svolgiamo questo lavoro con fede. Questi sono i titoli ineguagliabili, attestati autentici che mi spingono ad andare avanti, a continuare tale missione, a volte ho pensato di cambiare mestiere, ma pare che sia segnato per fare il Maestro.
Venerdì mattina mentre le colleghe distraevano il maestro, le mamme e gli alunni preparavano la sorpresa, dopo alcuni minuti, una delle colleghe lo invita in classe per accendere la lim, e li tutti i piccoli con cartelloni, letterine e una canzone come sottofondo hanno ringraziato Theo, che non ha potuto trattenere le lacrime.
Ecco alcune testimonianze delle mamme:
Salve Maestro, avete lasciato un segno a tutti i bambini e anche a tutte le mamme, si vede che siete una persona di buon cuore al di là del lavoro. Un abbraccio
Maestro buon pomeriggio, le scrivo per farle un saluto innanzitutto e per manifestarle il nostro ringraziamento come famiglia per il lavoro che avete svolto con mia figlia. Da docente ma soprattutto da madre, mi sono accorta dei progressi di Carolina. Avete contribuito con la vostra empatia a valorizzare l’importanza delle buone relazioni cercando di trasmettere ai bambini il rispetto e la cooperazione. Grazie per tutto il tempo e l’impegno speso con i bambini, sicuramente ha lasciato un segno nelle loro piccole vite. Noi genitori ne siamo consapevoli e vi siamo grati altrettanto. Le faccio il mio in bocca al lupo per il suo percorso lavorativo e di vita. Un saluto.
Buonasera Maestro
Volevo ringraziarla di tutto quello che avete insegnato ai nostri bimbi sia a livello scolastico ma soprattutto a livello umano, cercando di fargli capire il rispetto l’uno verso l’altro. Oggi essere presente in prima persona alla commozione generale mi ha fatto capire che insegnante speciale siete. Potete essere orgoglioso del lavoro che avete fatto con questi bambini. Margherita è molto triste; all’inizio era un po’ spaventata ma ora non riesce ad immaginare la scuola senza di voi vi porterà sempre nel suo cuore. Buona fortuna.
E ovviamente non sono mancati i saluti da parte dei colleghi:
Non abbiamo avuto modo di salutarci da vicino e mi dispiace. Parlo per me e ti dico che perdo un collega preparato, disponibile, simpatico, versatile, sensibile, disponibile con il quale mi rapportavo e mi confrontavo su tutto. Sei una bella persona e lo hai dimostrato con Alessandro. Mi auguro che il tuo sapere possa essere ancora messo a disposizione di altri ragazzi e di persone che sapranno apprezzarti. Ti saluto con affetto e manteniamo i contatti.
È davvero in crisi la Scuola Italiana? Bisogna dimostrare fiducia, bisogna ascoltare la voce anche di una sola persona, bisogna guardare alle piccole realtà dalle quali emergono menti eccelse, perché la chiave del futuro sono i bambini e se non gli consegniamo un territorio leale e fedele ai principi del sapere, si rischia di farli disperdere.
Il maestro Theo non smette di ringraziare tutti, dai colleghi alle famiglie, le quali hanno un ruolo fondamentale, in questi mesi lo hanno supportato, consentendogli di lavorare con gioia, amore, e soprattutto empatia vera.
In una epoca buia come questa non bisogna aspettare che arrivi la luce chissà da dove, la luce siamo tutti, spesso si è inconsapevoli che tutto può cambiare col proprio atteggiamento, dobbiamo accendere la volontà, non aspettare mai il momento giusto, non esistono i moneti giusti o sbagliati, esistono le capacità che devono emergere senza timore. Le istituzioni preposte dovrebbero considerare tutte le potenzialità che ci sono nel mondo, che ci sono in Italia, purtroppo molte menti italiane sono altrove perché non trovano il loro spazio giusto.


