Vittorio Feltri: “Chi non legge è perduto”
Giovedì 2 ottobre, alle ore 17.30, la Sala Lettura della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano ospiterà un evento speciale; il suo nuovo libro edito da Mondadori dal titolo “Chi non legge è perduto”

Infatti, sarà proprio qui che Vittorio Feltri presenterà il suo nuovo libro edito da Mondadori dal titolo “Chi non legge è perduto” cosa insegnano i grandi capolavori della letteratura…
L’incontro, che si terrà in via Brera 28, vedrà i saluti istituzionali di Angelo Crespi.
D’altra parte, il Direttore Generale della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense rappresenta il ponte ideale tra arte e letteratura.
Durante l’evento interverranno anche Elvira Serra e Alfonso Signorini, due voci molto diverse ma complementari.
Inoltre, a moderare la presentazione sarà Melania Rizzoli, capace di guidare il dibattito con eleganza e precisione.
Vittorio Feltri: “Chi non legge è perduto”
Il nuovo volume di Feltri non è soltanto una riflessione sulla letteratura, ma anche un invito a riscoprire la sua forza nel nostro presente.
Infatti, secondo l’autore, i grandi capolavori continuano a parlarci, rivelando verità che superano i confini del tempo.
Manzoni, Verga, Pirandello e molti altri scrittori hanno costruito il tessuto culturale del nostro Paese.
Così, le loro opere hanno saputo mescolare tradizione popolare e cultura alta, dando vita a un
Feltri, con la sua penna caustica e spregiudicata, mostra come quei testi possano ancora illuminare il presente.
Inoltre, racconta episodi della sua lunga carriera giornalistica, intrecciando ricordi personali e riflessioni sulla società.
Nell’epoca dei tweet e dei video rapidi, questo libro diventa quindi una provocazione ma anche un richiamo.
D’altra parte, la letteratura rimane uno degli strumenti più preziosi per coltivare il pensiero critico e difendere la libertà di espressione.
La presentazione di Milano sarà dunque molto più di un semplice incontro letterario.
Infatti, sarà l’occasione per scoprire come le pagine del passato possano ancora insegnarci a leggere meglio il nostro presente.



