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Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”

Edoardo Sylos Labini è andato alla scoperta di quattro vite “Inimitabili” nel programma di Rai Cultura, in onda la domenica in seconda serata su Rai 3.

un' immagine di Edoardo Sylos Labini - fonte Instagram

Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”

Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”
un’ immagine di Edoardo Sylos Labini – fonte Instagram

Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”

Quattro personaggi fuori dal comune, i loro pensieri, le loro azioni: Gabriele D’Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti, Giovannino Guareschi, Giuseppe Mazzini.

Edoardo Sylos Labini è andato alla scoperta di quattro vite “Inimitabili” nel programma di Rai Cultura, in onda la domenica in seconda serata su Rai 3.

Un viaggio in quattro puntate che intreccia il documentario storico all’interpretazione teatrale in compagnia di quattro protagonisti della cultura italiana: sognatori, anticonformisti, visionari.

Perfetta la recensione della giornalista Cecilia Casadei di cui riportiamo alcuni stralci.

Sono le parole di una canzone di Tiziano Ferro e Carmen Consoli a ricordarci che “ci vuole coraggio per pesare il cuore con entrambe le mani.”

L’alone ideologico che ha offuscato, se non talora celato, la grandezza dei personaggi è ora squarciato dalla opportunità che la televisione pubblica ha saputo cogliere e dall’onestà intellettuale e dalla intraprendenza di uno come Edoardo Sylos Labini.

L’obiettivo è quello di raccontare senza pudori e resistenze il profilo di uomini  che hanno lasciato il segno nel panorama culturale del Novecento.

Incontri con uomini straordinari, prendendo a prestito il titolo di un’opera di Gurdjieff, anticonformisti, passionali, visionari, inimitabili come recita il titolo del programma.

Un format che presenta interviste, luoghi, scritti, informazioni, letture, gesta, vicende come abbiamo visto nella puntata dedicata a d’Annunzio.

Di colui che nel romanzo “Il piacere”, una sorta di autobiografia, scriverà: “bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte”.

Poeta sublime, e basterebbe ricordare solo i versi de “La pioggia nel pineto” che il celebre amante e abile seduttore dedica alla diva del teatro Eleonora Duse.

Rivoluzionario e trasgressivo, d’Annunzio era nato a Pescara nel 1863, guerriero, politico, avventuriero, straordinario proprio perché fuori dall’ordinario.

“Memento audere semper”, il motto che accompagnerà la sua esistenza, creatore di parole, suo il termine tramezzino, inventore di slogan e del me ne frego, a lui si deve il nome “La rinascente”.

Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”

D’Annunzio, dopo l’avventura fiumana, si ritirerà al Vittoriale, dove tutto è rimasto come a poche ore dalla sua morte, in un vero e proprio mausoleo.

Una sorta di museo dedicato a se stesso che diverrà il Vittoriale degli italiani : “io ho quel che ho donato”, il motto con cui vuole essere ricordato.

Liberare D’’Annunzio da pregiudizi che sembravano inestirpabili, è stato per me un obiettivo, scrive nel recente volume edito da Rizzoli, Giordano Bruno Guerri, che del Vittoriale è presidente.

“D’Annunzio è stato erroneamente etichettato come fascista”, afferma Guerri intervistato da Sylos Labini.

La sua appartenenza al fascismo è tutta da chiarire, un superuomo come lui non poteva aderire ad una appartenenza politica e tantomeno ad una ideologia.

Circa il suo rapporto con Mussolini, Guerri racconta che d’Annunzio farà attendere lungamente il Duce prima di riceverlo al Vittoriale costringendolo ad attendere nella stanza con uno specchio che riportava la scritta: “ricorda che sei vetro contro acciaio”.

Allo stesso Mussolini aveva suggerito, senza essere ascoltato, di non fare l’alleanza con Hitler, e sappiamo come è andata finire.

La sera di Pasqua, per la seconda puntata, sono entrate in scena le passioni e il profilo di Filippo Tommaso Marinetti, (Alessandria d’Egitto 1876) fondatore del Futurismo.

Il movimento artistico e sociale che a partire dal 1909 influenzerà tutte le arti, il teatro, la musica e persino la cucina.

Come? Attraverso la negazione del passato, l’esaltazione della tecnologia, della città industriale, l’ammirazione per la giovinezza, la dinamicità, le automobili, gli aeroplani.

Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”

Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”
Edoardo Sylos Labini – Fonte Instagram

Sylos Labini non manca di fare riferimento alle serate futuriste animate da eventi sonori di sconcertante originalità.

Marinetti scrittore, poeta, drammaturgo, è l’uomo che canterà il brivido della velocità.

Che vivrà intensamente l’enfasi del nuovo, “nuovo di zecca”, dell’andare controcorrente dove tutto è enfatizzato, dirompente.

Temi ed ideali che saranno le basi rivoluzionarie delle avanguardie artistiche e influenzeranno a lungo la posterità.

A proposito di nuovo, occorre sottolineare che il nuovo del programma non è legato solamente al profilo dei personaggi, ma anche alla modalità della loro presentazione.

Il format poggia sull’abilità attoriale di Sylos Labini; la conduzione si nutre della sua esperienza teatrale.

Sguardo, voce, gestualità accompagnano testi, letture, informazioni e catturano lo spettatore come in Rai non era ancora accaduto.

Edoardo Sylos Labini riesce a creare suggestioni molto forti cambiando mood gestuale, interpretativo, relazionale a seconda del ruolo di narratore, intervistatore o attore.

Edoardo Sylos Labini: “Racconto e interpreto gli Inimitabili”

“Inimitabili”, prodotto da Rai Cultura, è un programma di Sylos Labini e Angelo Crespi, scritto con Roberto Fagiolo e Massimiliano Griner.

La regia di Claudio Del Signore e con le musiche originali del Maestro Sergio Colicchio.

Consulenza scientifica: Francesco Perfetti (puntate D’Annunzio, Marinetti, Guareschi), Giovanni Berardelli (puntata Mazzini).

http://@edoardosyloslabini

http://www.rai.it

Michele Vanossi

Scritto da Michele Vanossi

Oltre a lavorare e a collaborare per un noto quotidiano nazionale (il Giornale), cerca di comunicare, di parlare e di scrivere degli argomenti lo incuriosiscono e che lo appassionano maggiormente: televisione, cucina, turismo, benessere, medicina, lifestyle. In televisione partecipa in veste di opinionista a e trasmissioni televisive di successo su Raiuno come Storie Italiane, Vita in diretta e Detto Fatto su Raidue ; da giovane ha partecipato a quiz televisivi e ha recitato piccole parti in soap-opera e spot pubblicitari. Ha pubblicato un libro sulla storia della televisione italiana con Gribaudo/Feltrinelli dal tiolo. “Le Signorine Buonasera il racconto di un mito tutto italiano dagli anni Cinquanta ad oggi”.

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