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Eutanasia, per la prima volta in Italia un malato potrebbe riceverla legalmente

Eutanasia

L’eutanasia, che letteralmente significa “buona morte”, consiste nel procurare intenzionalmente e nel suo interesse la morte di un individuo la cui qualità della vita è compromessa permanentemente. Che sia per una malattia, una malformazione o una condizione psichica, il paziente “può” decidere di porre fine alla propria esistenza mediante assistenza medica. È una pratica comunemente utilizzata in diversi Paesi, ma in altri viene fermamente rigettata. In Italia, ad esempio, è strettamente illegale, ma le cose potrebbero cambiare molto presto. Per la prima volta nella Storia, infatti, ad un malato potrebbe essere accordato il cosiddetto “suicidio assistito”.

Eutanasia, per la prima volta in Italia un malato potrebbe riceverla legalmente
Fonte: Web

Eutanasia, svolta epocale in Italia?

Tranne che in alcune rare eccezioni autorizzate da sentenze giudiziarie, non era mai successo che nel nostro Paese si potesse praticare legalmente l’eutanasia. Nei giorni scorsi, però, il Tribunale Civile di Ancona ha dato mandato alla Asl di pertinenza di verificare le condizioni di salute di un uomo, al fine di poter stabilire “l’idoneità” dello stesso a sottoporsi a tale processo. Il quarantenne originario delle Marche è affetto da tetraplegia ed è immobilizzato da dieci anni a causa di un incidente stradale. La sua situazione è irreversibile, anche per via di altre patologie sopraggiunte nel corso del tempo. Già in passato si era visto negare l’istanza eutanasica, ma facendo ricorso ha ottenuto l’effetto contrario. Non a caso il giudice, in attuazione della sentenza Cappato della Corte Costituzionale, ha deciso che, qualora vi fossero gli estremi, il via libera verrà concesso. 

La prima richiesta dell’uomo pervenne alla Asl di Ancona, proprio alla luce della sentenza, nell’agosto 2020. Successivamente, la risposta (negativa) arrivò solamente per il mese di ottobre, senza che fosse stata avviata nessuna indagine di verifica. Tuttavia, grazie ai reclami effettuati, ora il tribunale ha ordinato “all’azienda sanitaria unica regionale Marche di provvedere, previa acquisizione del relativo parere del Comitato etico territorialmente competente, ad accertare: se il reclamante sia persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili; se lo stesso sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli; se le modalità, la metodica e il farmaco prescelti siano idonei a garantirgli la morte più rapida, indolore e dignitosa possibile“.

Le condizioni da rispettare e il referendum

Eutanasia, per la prima volta in Italia un malato potrebbe riceverla legalmente
Fonte: Web

Con riferimento alla sentenza della Corte, sono quattro le condizioni che devono essere rispettate per poter precedere. L’azienda sanitaria, difatti, deve verificare se la persona è “affetta da una patologia irreversibile” o “fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che trova assolutamente intollerabili“. Inoltre, è necessario accertarsi che questa sia “tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale“. E ancora, se è in grado di “prendere decisioni libere e consapevoli“. 

Al di là di suddetti parametri, la Consulta chiese al Parlamento perfino di legiferare in merito, per avere una maggiore regolamentazione. Ciò nonostante, alla richiesta non seguì una discussione concreta. Ad ogni modo, l’Associazione Luca Coscioni ha indetto una raccolta firme per un referendum, partita ufficialmente il 17 giugno.
Ma perché proprio adesso? Stando a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, sono escluse dalla possibilità di eutanasia alcune categorie di pazienti gravi, come i malati oncologici o quelli che, pur soffrendo di patologie invalidanti e dolorose, possono sopravvivere senza l’ausilio di macchinari o trattamenti sanitari. Per questo motivo la Coscioni ha proposto un referendum abrogativo l’articolo 579 del Codice Penale. Serviranno 500 mila firme, da raccogliere entro il 30 settembre 2021, per portare la domanda ai seggi.

Ci riusciranno? Non resta da far altro che attendere. 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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