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Il peso quantico della femminilità controllata

L’opera di Caterina Notte

Il peso quantico della femminilità controllata“E’ la donna, il soggetto e oggetto.

Controllata e sorvegliata dall’uomo che le sta accanto.

Ma anche dalle relazioni che vive e persino da se stessa.

Il peso quantico della femminilità controllataA tal punto che l’essere controllata sembra una naturale condizione e ambizione femminile, fino a credere che la femminilità massima sia quella che si basa proprio sull’osservazione conquistata”.

Questo il concept alla base del lavoro di Caterina Notte, presente tra gli artisti della rassegna Videoart in Molise, all’interno del Festival “About the Future -uno sguardo intorno al futuro”, Festival of Art, Technology & Science dal 18 al 21 novembre 2021 presso il Palazzo GIL di
Campobasso Fondazione Molise Cultura.

Il peso quantico della femminilità controllata“Ma si tratta in realtà di un pericoloso compromesso”-continua Caterina Notte

“E il compromesso non è mai una soluzione.

E’ solo lo strumento di una libertà autorizzata.

Frutto di un processo di misura irrimediabilmente distruttivo.

Chi ci osserva, ci misura e ci determina.

Diventa urgente allora ribaltare i ruoli.

Il peso quantico della femminilità controllataMa ancor più riscrivere il proprio, insieme ad un’azione non duale.

Un ricompattamento tra il soggetto e l’oggetto.

Tra l’attività e il soggetto che la esegue.

Tra la femminilità e la donna che la agisce.

Occorre riunificare senza cancellare le caratteristiche e le diversità ontologiche.

Senza che la differenza crei gerarchie.

Il peso quantico della femminilità controllataLa nostra coscienza di controllato, intrappolata nel legame con l’osservatore, decide
inevitabilmente il nostro presente.

Così che diventiamo ciò che siamo nel momento in cui siamo coscienti di essere osservati.

Ma da osservati consapevoli si può diventare osservatori non giudicanti e quella debolezza può diventare in realtà un’occasione di riconquista primordiale della nostra forza.

E la debolezza diventa allora la nostra potenza.

Il peso quantico della femminilità controllataOsservare quindi e riconoscere la propria fragilità porta alla consapevolezza, al recupero
biologico e morale di ciò che siamo all’origine.

Vivere invece nella femminilità decisa e costruita dall’altro è logorante, perché si accetta il peso delle contraddizioni e delle incoerenze.

Una donna che riconosce le proprie fragilità, la propria diversità dall’altro e dall’altra, si
pone su un piedistallo.

Dal quale trasmette solide certezze.

Diventa osservatrice e creatrice del proprio ruolo

Il peso quantico della femminilità controllataProduce un cambiamento.

E questo cambiamento cresce e si espande fino a inglobare l’altro, in maniera empatica e sinergica.

E’ in questo stato che la femminilità diventa potenza primordiale del corpo e dell’individuo.

Non più plasmata bensì corroborata dallo sguardo esterno.

Ma anche emanazione interna di quella forza innata in ogni essere vivente che ne permette la sopravvivenza.

La rivoluzione iniziata in se stesse porterà inevitabilmente ad una rivoluzione esterna.

E il cambiamento diventerà coinvolgente e solidale dal momento che non è possibile
osservare senza perturbare.

La donna che decide di cambiare la propria posizione comoda e abitudinaria, emergerà.

Facendosi scudo con una femminilità coraggiosa, compassionevole e intoccabile.

Capace di riscrivere la propria realtà.

E sarà questa volta il risultato di un’osservazione partecipata, di un dialogo che avviene tra diversi.

Ogni donna ha perciò la responsabilità di liberare la propria femminilità e il dovere di
osservare.

E riconoscere e accettare il proprio punto di svolta, di uscire dalla propria zona di
dissonanza.

E’ questa la strada verso una società gravitazionale e non disgregante.

Sarebbe un grave vulnus etico e morale non provare a farlo”.

 

Redazione

Scritto da Redazione

La redazione di VanityClass.

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