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New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano

Parte da New York l’avventura nel mondo del vino di Nicola Marzovilla e dei suoi due amici, proprietari di Vecchie Terre di Montefili nel cuore del Chianti

New York vista dall'Hudson
New York vista dall'Hudson

Dal pranzo alla cena New York non solo offre un’infinità di locali ove soddisfare il palato, ma anche dove allietare gli appassionati di buon vino… italiano ovviamente!

Ecco allora cinque tappe imperdibili per sentirsi un po’ a casa anche nella Grande Mela.

A PRANZO DA NONNA DORA CON LA PASTA HOME MADE

La signora Dora è una donna straordinaria. Aveva 34 anni quando, insieme a marito e figli, decise di traferirsi a New York.
Qui ha lavorato per anni come sarta, senza mai smettere tuttavia di coltivare la tradizione della buona cucina italiana.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Nonna Dora

In particolare, nel pranzo della domenica la pasta fresca non è mancata mai.
Orecchiette, linguine, lasagne e tortelli sono stati sempre presenti e, manco a dirlo, rigorosamente fatti in casa.

Assecondando questa passione, e con l’intento di promuovere le eccellenze italiane nella Grande Mela, viene coinvolta dal figlio, Nicola Marzovilla.

Nicola è un uomo straordinario: arrivato nel Bronx all’età di dieci anni, ha iniziato dal basso (anzi: bassissimo!) lavorando come lustrascarpe, poi come commesso e successivamente come aiutante in un ristorante.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Carlotta Tenneriello e Nicola Marzovilla

Parte da qui la sua carriera imprenditoriale accompagnata dall’obiettivo di portare la cucina tradizionale italiana a Manhattan.

Affida alla mamma Dora il compito di preparare le squisitezze del ristorante che porta il suo nome, il Nonna Dora’s Pasta Bar, che si trova proprio in centro città. Dalle vetrate si ammira l’Empire State Building, tanto per dire…

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Nonna Dora’s, gli interni e Nicola Marzovilla

Nel suo locale il ricco menù ha una lista in cui gli ingredienti sono 100% italiani e di straordinaria qualità.
Piatti deliziosi che richiamano la tradizione del Bel Paese con qualche incursione gourmet.

Ideali da abbinare ai vini Vecchie Terre di Montefili, la cantina chiantigiana di Nicola, si prestano a un ottimo connubio anche con i tanti vini italiani presenti nella ricchissima lista.

Da segnalare, oltre alla pasta fatta in casa, le celeberrime polpette.
Immancabili anche i panzerotti pugliesi, serviti perfino come dolci a fine pasto con una ghiottissima crema di nocciole.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Orecchiette di Nonna Dora

E poi le tante specialità.
Dalla tradizionale parmigiana di melanzane alle golose fave e cicoria, passando per una appetitosa giardiniera.

Infine, non si possono non assaggiare i calamari fritti, autentica sfiziosità tutta da gustare.

GLI APERITIVI GLAMOUR NELLA BIG APPLE

Con l’eccezionale guida di Nicola, fare un tuffo nella Grande Mela che ha come fil rouge il buon vino italiano è d’obbligo.

Si può iniziare alla grande con un aperitivo in uno dei luoghi iconici di New York: il Grand Central Oyster Bar. Una tappa davvero imperdibile per gli amanti di ostriche e bollicine, affascinante col suo soffitto dalle volte a crociera in mattoni e le tovaglie a scacchi bianchi e rossi.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Grand Central Oyster Bar, New York

Situato proprio nella centralissima Grand Central Station, è una location in cui sono state girate alcune tra le scene più famose di molti film.

L’Oyster Bar propone piatti di pesce freschissimo da mangiare crudo o nelle preparazioni più classiche. Da accompagnare con una flute di champagne, ovviamente.

Per un aperitivo all’insegna dell’italianità, si può invece optare per il Bar Primi a Penn District. Inaugurato da pochissimo, è un omaggio alla pasta e al nostro Bel Paese.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Bar Primi, New York City

Un ambiente giovane e scanzonato, dove tra murales di design e arredi raffinati, si può gustare un aperitivo tra i classici italiani e non solo, ma anche mangiare gustosi piatti di pasta cui il locale offre il proprio personale tributo.

DA TRIBECA A SOHO, A CENA IL VINO ITALIANO E’ PROTAGONISTA

Per proseguire con la cena, ci si può spostare a TriBeCa, zona a sud ovest di Manhattan confinante con SoHo.

Area alla moda nota per i suoi vecchi edifici industriali, molti dei quali riconvertiti a loft residenziali ha strade di ciottoli, numerosi caffè, negozi raffinati, ristoranti di fama e persone eleganti che si muovono con disinvoltura per le strade.

TriBeCa, ovvero Triangle Below Canal (Street), cioè il Triangolo a sud di Canal Street, è quindi tra i quartieri più belli e ricchi di personalità di New York.
Non solo chic e glamour, ma anche votato alla moda, alla gastronomia di altissimo livello e dimora di numerosi VIP del cinema a partire da Robert De Niro a Julia Roberts.

Per chiudere la giornata in bellezza, il suggerimento è quindi una cena alla Locanda Verde, che si trova al 377 di Greenwich Street.

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Locanda Verde, New York City

Location super glamour, vivace e dall’aria un po’ bohemienne, accoglie i newyorkesi con un’atmosfera calda e confortevole.
Il menu è dello chef Andrew Carmellini: piatti dal sapore italiano e una lunga lista dei vini, che contempla ovviamente quelli di Vecchie Terre di Montefili.

Anche SoHo (South of Houston) può essere la meta per una cena gourmet dallo spirito newyorkese.

Ci si trova in uno dei quartieri più famosi e trendy di New York.
Meta imperdibile per lo shopping, ospita boutique di stilisti, negozi di alta moda e gallerie d’arte prestigiose.

Gli eleganti edifici con facciate in ghisa e le strade lastricate contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva molto apprezzata dagli appassionati di fashion e design che frequentano i ristoranti esclusivi e i locali notturni della zona.

A cena di può optare per il Blue Ribbon, bistrò in Downtown. Si trova in Sullivan Street, all’incrocio tra West Village e SoHo, ha una vivace sala da pranzo ed è diventata una destinazione iconica nota per la sua offerta gastronomica notturna.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Blue Ribbon, New York City

Luci soffuse, divanetti in velluto rosso e pareti color senape, propone ostriche immacolate e innumerevoli racconti culinari.

Ideale che si abbia voglia di un hamburger e di una birra, così come di una bistecca, o ancora di un carré di agnello arrosto accompagnato da un chianti rosso intenso.

Perfetto per chi ama l’aragosta con lo champagne, il Blue Ribbon accoglie con calore e accompagna ogni piatto con un’ottima scelta di vini. Anche in questo caso, non possono mancare quelli di Montefili.

VECCHIE TERRE DI MONTEFILI, VINI AMBASCIATORI DEL BEL PAESE

Vecchie Terre di Montefili si trova nella meravigliosa Toscana a Greve in Chianti (Firenze), situata in posizione privilegiata a 540 metri sul livello del mare.
La zona è ideale per coltivare le uve autoctone di Sangiovese e Ciliegiolo, cui si aggiunge l’internazionale Cabernet Sauvignon.

I vigneti, circondati da oliveti e boschi, offrono un ambiente bucolico che si riflette nei vini della cantina.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Vecchie Terre di Montefili, paesaggio

Il vini del Chianti Classico, celebrati per la loro storia e qualità eccezionali, provengono da uve Sangiovese.
I vini Montefili vantano un vibrante colore rubino e un profilo aromatico che armonizza ciliegie rosse, violette e sottili note di terra e spezie.
L’invecchiamento in botti di rovere conferisce, inoltre, una raffinata complessità.

New York: cinque tappe per gli amanti del vino italiano
Vecchie Terre di Montefili, i vini

Un gusto inconfondibile, che lo fa amare qui da noi come Oltreoceano, dove sono sempre più i ristoranti della Grande Mela che lo propongono nelle loro carte dei vini.

Un successo che premia la visione di Nicola Marzovilla, ristoratore di grande intuito e capacità, ma soprattutto profondo conoscitore di vino follemente innamorato del suo Paese, l’Italia.

Da sinistra STEFANO CARBONI direttore artistico di RADIO NUMBER ONE , ALESSANDRA RICCADONNA assessore sistema bibliotecario e valorizz.sito Unesco, GIANGIACOMO SECCHI di Radio Number One, SALVO FERRARA produttore di FMedia produttore dell' evento.

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Roberto Verde