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Terre d’Oltrepò al Vinitaly. L’importanza del mercato del vino

Le regole del gioco stanno cambiando. Intervista a Umberto Callegari – CEO Terre d’Oltrepò

Terre D'Oltrepò

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Un ruolo fondamentale nella sostenibilità socioeconomica delle zone rurali

Quella del vino è una filiera complessa, particolarmente sensibile alle fibrillazioni economiche del mercato e ai mutamenti geopolitici. Genera ricchezza in tanti territori rurali, li preserva dallo spopolamento, tutela e incentiva la biodiversità, contribuisce al fisco e all’occupazione in maniera importante.

Il valore del vino per l’Unione Europea è enorme, come testimonia il CEEV – Comité Vins, il Comitato Europeo delle Imprese del Vino, con uno studio condotto da PwC.

“Con quasi 3 milioni di posti di lavoro e un contributo di 130 miliardi di euro al Pil dell’Unione Europea nel 2022, pari allo 0,8% del totale, il settore vitivinicolo svolge un ruolo fondamentale nella sostenibilità socioeconomica delle zone rurali dell’Ue. 

Una benedizione contro lo spopolamento delle campagne”, ha dichiarato Mauricio González-Gordon, presidente Ceev.

Intervista a Umberto Callegari – CEO Terre d’Oltrepò

Come valuta lo sviluppo del mercato del vino in Italia e all’estero?

“Le regole del gioco stanno cambiando e credo che sarà fondamentale la capacità di leggere e comprendere questi cambiamenti e adattarsi ad essi. Ci troviamo in un settore più veloce, competitivo, polarizzato e capital intensive. Credo che a questa nuova realtà occorra rispondere in modo razionale seguendo principi economici oltre che valoriali ed etici. In particolare, vedo la necessità di aggregazione e approccio sistemico sia a livello europeo, sia a quello nazionale: i diversi Paesi produttori hanno diversi gradi di avanzamento e maturità sistemica (Francia molto bene, Spagna bene, Italia ancora divisa e quindi più debole in un mercato internazionale).

Dopo questa premessa, riferendoci brevemente al tema italiano e alle ragioni economiche alla base dell’aggregazione, occorrerebbe condurla e strutturarla a livello regionale: in ipotesi, un centro egemone per regione che massimizzi leva operativa e marginalità”.

Come si potrebbe concretizzare questo concetto?

“Dare vita possibilmente a una serie di scambi sul territorio: porterebbe al risultato di un valore pari al quadrato del valore dei player connessi, con una forza decisamente maggiore a livello internazionale (cito ad esempio il caso del metodo classico in Italia).

Al mercato del vino, sempre più polarizzato e capital intensive, occorre che alla dimensione di prodotto si aggiunga quella di servizio per garantire marginalità. Siamo all’alba di una nuova era nel mondo del vino. Dobbiamo evolvere o il rischio è quello di una disruption certa e dolorosa”.

Quali sono le stime per lo sviluppo futuro del mercato del vino?

“Purtroppo, la Commissione Europea nell’Outlook 2023-2025 ha stimato al ribasso le previsioni a medio termine per il settore vitivinicolo, delineando uno scenario di riduzione della superficie vitata e fluttuazioni nella produzione dovute ai cambiamenti climatici. In linea con una produzione mondiale in caduta libera rispetto al 2022, nei Paesi dell’Unione Europea la produzione di vino ha raggiunto il livello più basso dal 1961 in termini di quantità.

La situazione produttiva italiana non si discosta da questo trend negativo. La produzione di 39 milioni di ettolitri è risultata tra le più scarse degli ultimi decenni a fronte, tuttavia, di un aumento delle giacenze (51 milioni di ettolitri al 31 luglio 2023)”.

I mercati

Queste considerazioni valgono solo per il mercato interno o anche per quello estero?

“Sul fronte dell’export, i primi nove mesi del 2023 sono rimasti stabili, segnando una battuta d’arresto rispetto agli 8 miliardi di euro di esportazioni che l’Italia aveva incassato nel 2022. Da segnalare, inoltre, un lieve calo dei valori (-2%) dovuto al diverso mix di prodotti e che vede crescere i vini sfusi del 19% in volume, mentre i vini imbottigliati scendono del 5%. In rallentamento anche il segmento degli spumanti con un – 3% in volume a fronte di un +2,5 in valore”. 

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Terre d’Oltrepò al Vinitaly. L'importanza del mercato del vino

Paolo Brambilla

Scritto da Paolo Brambilla

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. E' direttore responsabile di Investopro.com e dirige l’Agenzia di stampa Trendiest Media www.trendiest-news.com. E' editor in chief di www.assodigitale.it

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