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Spirale d’odio (1972) | Cinema Sommerso

Spirale d’odio (Child’s Play) di Sidney Lumet del 1972

Spirale d’odio. Inghilterra primi anni Settanta. L’ex studente Paul Reis (Beau Bridges) della scuola maschile Saint Charles, ora diventato un giovane adulto, viene assunto come nuovo docente di educazione fisica presso l’Istituto. L’emozione di ritrovarsi nelle aule e soprattutto tra i banchi dove un tempo si era formato è fortissima. Ma mai quanto rivedere alcuni professori che ancora insegnano nella scuola, un tempo suoi modelli educativi.

La trama

Spirale d'odio (1972) | Cinema Sommerso
Spirale d’odio – Poster Ufficiale

Tra questi vi è il carismatico Professore di letteratura e poesia Joseph ‘Joe’ Dobbs (Robert Preston) stimato e rispettato da tutti. Ma anche il Professor Jerome Malley (James Mason) di latino e greco, prossimo alla pensione ma che non vuole rinunciare all’incarico perché non avrebbe altre prospettive future. Una vita intera dedicata alla formazione degli altri che però non basta a fare breccia nei cuori dei suoi studenti. Difatti, quest’ultimi per qualche oscuro motivo sono restii nei confronti dell’anziano docente. E, oltre a scrivere frasi infamanti sulle latrine della scuola e su fogli di carta, iniziano a comportarsi con violenza e cattiveria.

Lo stesso Preside del collegio maschile, Padre Mozian (Ron Weyand) è a conoscenza dei fatti. Per questo cerca di convincere il Professor Malley a cambiare atteggiamento e ad essere più indulgente. Il docente sostiene che a torturare lui e la povera madre inferma sia il collega eppure non ha prove per dimostrarlo. Le cose peggiorano quando una spirale d’odio e di violenza pervade l’intero collegio. Il corpo docente entra in crisi e nascono dei dubbi in Padre Penny (David Rounds), che si confida più volte con Paul indicando il Maligno come il presunto colpevole.

Dopo l’ennesimo atto di vandalismo, Paul decide di indagare per provare a mettere fine a questo ‘gioco’ di orrori e di violenze. Le ricerche porteranno il giovane insegnante a scoprire una verità ancora più sottile e orribile di quanto potesse immaginare.

Spirale d’odio, una pellicola sottovalutata che merita di essere riscoperta

Spirale d'odio (1972) | Cinema Sommerso

Il regista statunitense Sidney Lumet (1924-2011) proviene da un passato cinematografico improntato sul valorizzare la recitazione e soprattutto l’interpretazione dei suoi attori sulla scena. Reduce da film che hanno fatto la storia del cinema, tra i quali La parola ai giurati (12 Angry Men) del 1957 o Pelle di serpente (The Fugitive Kind) del 1960 o L’uomo del banco dei pegni (The Pawnbroker) del 1964, Lumet desiderava avere in Spirale d’odio Marlon Brando ma quando quest’ultimo seppe che il ruolo principale sarebbe andato all’attore inglese James Mason declinò la proposta del regista.

Il film Spirale d’odio, sceneggiato egregiamente da Leon Prochnik e tratto dal romanzo Child’s Play di Robert Marasco (Ballata macabra) si rivela sin da subito un thriller in perfetto stile e dai colori barocchi. Claustrofobico e inserito in un contesto ecclesiastico, il film di Lumet predispone lo spettatore ad un eterno dubbio iperbolico sull’innocenza o la colpevolezza dei suoi personaggi. La domanda che sia Beau Bridges sia lo stesso David Rounds si pongono durante l’azione cinematografica è legata alle origini del male e della cattiveria.

La pellicola, purtroppo, non otterrà il successo sperato sebbene sia oggi considerato, a mio parere, un film tutto da riscoprire. Lumet darà prova, l’anno successivo, di non aver perso le sue capacità registiche con Serpico dando la possibilità al camaleontico Al Pacino di sfoderare una delle sue migliori interpretazioni cinematografiche.

James Mason sempre perfetto

Spirale d'odio (1972) | Cinema Sommerso

James Mason, stanco, invecchiato, affaticato dal tempo, si mostra perfetto nel ruolo del duro insegnante di lettere classiche che non vuole cedere ai compromessi sebbene sembri sempre giù di tono. Al contrario il personaggio interpretato da Robert Preston, eccentrico, amichevole e stranamente

interessato, bilancia la pellicola con dei risvolti finali davvero interessanti e che andrebbero approfonditi.

Come in ogni film thriller che si rispetti, una dose di adrenalina si potrà percepire in alcuni momenti topici. Film prettamente maschilista e incentrato quasi totalmente su personaggi maschili, l’idea di Lumet di mettere in mostra gli atteggiamenti perversi e complicati degli adolescenti e soprattutto il loro rapporto con gli insegnanti viene nella pellicola costantemente esacerbato.

In una morsa stritolante, nell’aria soffocante dei corridoi della tetra Alma Mater nella quale il protagonista Paul, ignaro e bambagione, si immerge, diviene la cornice perfetta per le mostruosità dell’anima.

I giovani del collegio sono facilmente suggestionabili e corruttibili e il loro accanimento nei confronti del vecchio professore ne sono la prova. E voi siete pronti a ‘giocare’ insieme a loro in questa spirale d’odio?

Buona visione

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Fonte Foto web

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