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Chi è l’altro? (1972) | Cinema Sommerso

Chi è l’altro? (The Other), Robert Mulligan, 1972

Chi è l'altro?

Chi è l’altro?: Connecticut, New England Meridionale, 1935.

I gemelli identici Niles (Chris Udvarnoky) e Holland (Martin Udvarnoky) vivono insieme alla loro madre Alexandra Perry (Diana Muldaur), vedova, nella fattoria di famiglia insieme allo zio George (Lou Frizzell), a sua moglie Vee (Norma Connolly) e al pedante e antipatico figlioletto Russell (Clarence Crow). È tempo d’estate e tutto sembra procedere bene nella famiglia Perry.

Chi è l'altro? (1972) | Cinema Sommerso
“Chi è l’altro?” – Poster Ufficiale

Niles è molto affezionato alla nonna Ada (Uta Hagen), di origini russe, che passa molto tempo con il ragazzino e gli insegna a comunicare con la natura circostante. I due, infatti, hanno sviluppato un “gioco” nel quale Niles riesce, concentrandosi, ad entrare con la mente nel corpo degli animali e a poterli comandare a distanza.

Questo “gioco”, però, ben presto diventa morboso al punto da spingere il ragazzino a trovarsi in situazioni paradossali e spaventevoli. Niles non riesce mai a prendersi le responsabilità per i danni da lui creati e inizia, così, ad incolpare il fratello gemello Holland che sembra, stranamente sparire ogni volta che quest’ultimo venga chiamato in causa.

Una serie di strani incidenti sconvolgerà la famiglia Perry arrivando a portare Niles all’estremo della sua follia medianica in un gioco perverso tra colpevoli e innocenti.

Chi è l’altro?: un viaggio oltre l’immaginazione e la scontatezza 

Il film di Robert Mulligan (candidato all’Oscar come migliore regista nel 1963 per il film Il buio oltre la siepe) non ha bisogno di presentazioni. Non ha sbavature e ricalca perfettamente il desiderio del regista di spingersi oltre l’immaginazione per rendere partecipe lo spettatore in uno psico-thriller di altri tempi.

Chi è l'altro? (1972) | Cinema Sommerso

Perfettamente recitato da un cast di primordine, Chi è l’altro? È il classico film che oscilla tra l’horror, il dramma e il thriller regalando una serie di scene al cardiopalma per i più appassionati.

Splendidamente fotografato a colori da Robert L. Surtees e tratto dal romanzo ‘The Other’ dello scrittore americano Thomas Tryon (che produsse anche il film), questo capolavoro del 1972 deve essere inserito nella collezione di tutti e riproposto nelle sale cinematografiche.

La messa in scena è perfetta e i due piccoli protagonisti gemelli sono inquietanti quanto basta. Tra scherzi macabri (la signora dei topolini) e un dito mozzato dentro una scatola, Chi è l’altro? Vi darà del filo da torcere per cento minuti di puro terrore.

Chi è l'altro? (1972) | Cinema Sommerso

Mulligan decide volutamente di rischiare il tutto mettendo in evidenza gli aspetti più folli della mente umana. Come può un bambino entrare nella mente di un altro essere vivente? Che sia questo un animale o una persona stessa poco importa. L’inquietudine che si sviluppa come una morsa nella mente dello spettatore che si domanda continuamente ‘chi sia l’altro’ è qualcosa di sublime e di non evitabile.

Forse (e dico) forse, l’unica stonatura del film è proprio la mancanza di una risoluzione finale. Il film rimane sospeso come se il regista avesse la necessità di lasciare un finale aperto. Nelle versioni televisive, infatti, verranno fatti dei tagli (soprattutto sul finale) per creare volutamente l’ennesimo dubbio nella mente dello spettatore più astuto.

Chi è l'altro? (1972) | Cinema Sommerso

La grande attrice tedesca Uta Hagen (vincitrice di due Tony Awards come migliore attrice e uno speciale alla carriera) regala al suo pubblico di ammiratori una delle sue migliori interpretazioni nei panni della nonna amorevole russa che comprende, forse troppo tardi, le vere intenzioni di Niles (o di Holland).

In un’America addormentata dal tepore dell’estate, i mostri non sono più i vicini della porta accanto ma quelli che coabitano in ognuno di noi. A voi come sempre la possibilità di decidere da quale parte stare o decidere se rimanere impassibili.

Rimane però una domanda di fondo a chiusura del cerchio. Chi è l’altro?

Buona visione e “Holland…Where is the baby?”

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