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Rex, il cane di Altamura è morto, città in lutto

L’addio struggente al celebre cane simbolo, sindaco ad honorem della cittadina pugliese

L'affettuosa accoglienza di Rex davanti al Duomo di Altamura

La straordinaria storia d’amore fra una città e il “suo” cane: Rex e Altamura

Il cane più famoso di Altamura è mancato l’altro ieri, e l’intera cittadina pugliese di Altamura gli rende onore, come si fa con un vero personaggio di spicco, icona del luogo. 

Purtroppo il cane, per antonomasia “libero“, amatissimo dai cittadini di tutta la provincia barese ha perso la sua battaglia, dopo giorni di grande sofferenza, trascorsi con la solita compostezza che lo hanno contraddistinto durante la sua lunga vita.

E gli altamurani piangono il loro sindaco sempre indaffarato, l’anziano cane di nome Rex, che tutti ricordano con grande commozione. Lui, meticcio di taglia media, era il cane di tutti, e tutti ne rispettavano la sua caratteristica di cane unico. Un animale fiero, che ha fatto della libertà e della riconoscenza un insegnamento di convivenza possibile in una realtà dove le persone collaboravano. E per questa sua unicità era famoso e celebrato. 

Nel 2014 era diventata virale l’immagine di lui nel presepe vivente della città, proprio al centro della culla destinata al Bambinello. 

Gli Amici di Rex

Impegnativo e reticente a vivere in uno spazio recluso, casa o giardino che fossero, la comunità intera gli si è affezionata e lo ha adottato.

Rex era talmente benvoluto da avere una sua pagina Facebook, “Gli Amici di Rex“, in cui le persone postavano avvistamenti e le volontarie, le “zie” si prodigavano per mantenere il benessere dell’animale, senza recluderlo e snaturandolo.

Lo hanno nutrito e curato, hanno pianto e gioito.

Celebre “volto” della città, ovunque si trovavano, grazie a coloro che gestivano la pagina e la sua routine, appelli con la sua foto affissi, in cui esortavano a non dare lui cibo, né accalappiarlo, in virtù della suddetta rete social di volontarie estremamente pazienti.

L’animale faceva persino “da guida” ai turisti del Cammino Materano, li seguiva spesso. 

Le Zie di Rex

Proprio in quelle occasioni, le zie e le persone a lui più care, che hanno più volte tentato di tenerlo a casa, nella “dependance”, montando in auto e recuperandolo, gestendone le terapie.

Queste persone hanno monitorato da lontano, sempre, attraverso una rete di scambio social di esempio per quegli animali che spesso preferiscono vivere liberi, piuttosto che in un box.

Questo gruppo di persone si è sempre prodigato per questo simpatico quattrozampe. 

Ad esempio, Rex era solito rientrare -se- quando voleva, anche alle 4 del mattino, abbaiando per chiamarle e farsi aprire. 

Un impegno costante, tuttavia spesso vittima degli haters e giudici, via via più inclementi nell’ultimo periodo. Un susseguirsi di settimane che ha evidenziato un tracollo fisico della condizione dell’anziano animale.

In parallelo, sono aumentate inutili critiche, aspre e irrispettose, a fronte di un momento delicato come la scelta dell’eutanasia.

Queste persone lo hanno amato in ogni occasione, e alla fine, hanno dovuto decidere di lasciarlo andare per l’ultima, triste, volta, tenendolo stretto a loro, nel loro dolore.

Nella pagina a lui dedicata si riportano parole di dolore, di coloro che non avrebbero mai voluto affrontare questa scelta, ma hanno voluto il meglio per il loro fedele amico. Ora, dopo averlo accompagnato nella sua lunga battaglia, queste persone chiedono solo doveroso silenzio.

Per le sue cure, poco prima, avevano indetto una raccolta fondi, che ora servirà a farlo cremare e a salvare gli altri cani rifugiati nel canile, meno fortunati di lui.  

Rex, il terzo leone della cattedrale

Rex era una presenza fissa del Duomo e della piazza principale. 

L’anziano cane era molto affabile, ma non per questo amava essere stritolato. Prediligeva la gentilezza e coloro che ne rispettavano la natura socievole, dolce, e indipendente. 

Un cane equilibrato, dunque, il meticcio fulvo Rex, che sapeva dove andare, a cui era concesso girovagare per la città, ripararsi dove preferiva, finanche albergarsi sul sagrato e dormire beatamente all’interno della cattedrale, come fosse il terzo leone fra i due stilofori posti a guardia dell’ingresso del portone della chiesa. Spesso arrivava da coloro che gli mostravano simpatia e scodinzolava, giocava con gli altri cani, e non mancava mai di strappare un sorriso ai passanti. 

La città piange, dalle foto ai manifesti, alle iniziative.

Quella più bella in futuro sarà ricordare e commemorare Rex come merita, magari con una statua, e più verosimilmente con un riguardo particolare ai tanti cani in difficoltà del Sud. 

Cari Amici, Vi scrivo, così vi consolo un po’

Siamo certi che, se potesse scrivere qualcosa, avendolo conosciuto personalmente, e con la presenza e il prezioso momento di gioco con Afrodite, a volte voce narrante di alcuni articoli del nostro web-magazine potrebbe dire, leggendo gli struggenti messaggi degli abitanti, i commenti, gli articoli su altre testate giornalistiche come:

Addio Rex, cane simbolo di Altamura (BA)”. “Morto Rex, il beniamino della città” potrebbe dirci più o meno così… 

Cari amici di Altamura, della mia cattedrale, della mia cittadina, simpatici turisti di passaggio, e, più di tutte, carissimi Zii e Zie adorate, Vi scrivo questa lettera dal Ponte che ho attraversato solo ieri.

Sono il vostro Rex, il vostro sindaco sempre affaccendato, re della mia bella città, famosa nel mondo per la sua architettura e per il pane. (Se vi capita, fate un giretto a vederla, e a mangiare in via Santa Chiara, fra focacce, pagnotte, taralli e leccornie. Non dimenticate di bere un po’ di delizioso Padre Peppe!), ora sono felice, mi mancate molto, ma non siate tristi per me.

Magari, per chi pensando di fare bene, dà cibo di scarto agli animali per strada: non siamo bidoni dell’umido! Spesso alcuni alimenti possono essere nocivi e farci male, malissimo, come nel mio caso, che ha creato ulteriori aggravamenti. Ve ne prego, a nome di tutti noi pelosi!

Zie… mi avete dato tutto ciò che un cane libero potesse desiderare: cure, rispetto, spazio, riparo, fiducia e amore. Incondizionato, indistinto amore, come dovrebbe essere per ogni cane, libero e protetto nella sua città, dalla sua comunità, o nella sua casa, amato dalla sua famiglia. 

So che la nostra storia d’amore incondizionato non la dimenticherete mai, e io non dimenticherò mai nulla della mia verso di voi. 

Perciò, Cari Amici, Vi scrivo, così vi consolo un po’… 

Vostro (Sindaco), sempre, Rex, fiero cuore di Altamura.

Indubbiamente, questa storia insegna come la convivenza fra persone e animali possa diversificarsi, se alla base si crea un legame di reciproca fiducia in cui ritrovarsi.

Qui e Lassù, con un occhio verso il Ponte. 

 

A cura di Veronica Fino

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La redazione di VanityClass.

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