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Chiara Susanna Crespi: “Donne di Altri pianeti e pesci volanti”.

Chiara Susanna Crespi: “Donne di Altri pianeti e pesci volanti”.
Donne denudate e classificate in un vecchio manuale di medicina diventano opere d’arte.
Si svolgerà venerdì 6 gennaio a Roma a partire dalle ore 18,00 la mostra d’arte contemporanea one shot dell’artista Chiara Susanna Crespi dal titolo: “Donne di Altri pianeti e pesci volanti”.
Il luogo dell’esposizione è la Casa d’Aste Capitolium Art (www.capitoliumart.it) ubicata in via delle Mantellate 14/b diretta da Vincenzo Maria Zuco.
E’ uno spazio vitale (in passato sede e studio del Maestro Mario Schifano) che connette tra loro artisti, addetti del settore e appassionati.
Ospita tutto ciò che ruota intorno al mondo dell’arte in tutte le sue forme.
L’esposizione di Chiara Susanna Crespi è composta da oltre quaranta tavole dove l’artista si è cimentata utilizzando una tecnica mista.

Donne denudate e classificate in un vecchio manuale di medicina diventano opere d’arte.
Collage con colori a olio, acquerello su legno, tela, materiali di riciclo e di recupero provenienti da cantieri dismessi, arrivati dal mare sulle spiagge o trovati vicino a cassonetti.
Nei collage di Chiara Susanna Crespi vivono stratificazioni di tempi, vi è quindi un intreccio tra passato e presente.
Si evince la ricerca della bellezza, dell’armonia nella perfetta estetica e nella deformazione.
Chiara Susanna Crespi è da sempre attenta alle immagini: ha documentato il mondo dell’attivismo con la sua macchina fotografica, costituendo un archivio di notevole rilievo storico e culturale.
Vicina e sensibile ai temi sociali e dei diritti è da sempre attratta dagli invisibili e dagli esclusi.
La mostra one shot del 6 gennaio prende origine da un vecchio manuale di medicina e dalle pazienti fotografate e classificate all’interno.

Tutto comincia dalla scoperta di un vecchio baule e da un manuale di medicina del 1958 – spiega Chiara Susanna Crespi.
Donne denudate e classificate in un vecchio manuale di medicina diventano opere d’arte.
Donne dai corpi e con personalità non conformi sono denudate e classificate come malate, grasse, rachitiche, mascoline, storpie, isteriche, pazze.
In foto piangono o guardano sfrontate in camera, hanno paura e freddo.
L’artista ha raccolto queste donne lontane nel tempo e se n’è presa cura, le ha risarcite dalle ferite inferte da uno sguardo patriarcale e accusatorio.
Ha donando loro un mondo nuovo dove vivere libere, in comunione con l’acqua, i pesci e i colori più belli.

Donne denudate e classificate in un vecchio manuale di medicina diventano opere d’arte.
Loro sono le mie donne. Io sono loro, loro sono me, nella lontananza di epoche diverse, siamo unite e ci guardiamo.
Bambine, ragazze, vecchie, tutte donne, sono tutti pezzi di me. Ci teniamo insieme mentre i pesci volano silenziosi, se potessero urlare in mare non ci si potrebbe fare il bagno per il frastuono.

