in

Contro l’omofobia anche il mondo degli affari e della finanza

Sabato 8 maggio alle ore 15, presso l’Arco della Pace a Milano, una manifestazione contro l’omofobia che anticipa le celebrazioni del 17 maggio

omofobia

Contro l’omofobia anche il mondo degli affari e della finanza 

Contro l’omofobia. Nel 2013 il Financial Times pubblicava la classifica dei dirigenti Lgtb più capaci. Al numero uno c’era Antonio Simoes, tuttora ai vertici del Banco Santander in Europa. Al secondo posto una donna, Beth Brooke, vicepresidente di EY, il notissimo network mondiale di servizi professionali di consulenza direzionale.

Nessuna persona di nazionalità italiana però faceva parte di questa classifica. In quell’occasione il quotidiano La Repubblica ricordava che se negli Stati Uniti quasi tutte le maggiori aziende avevano già adottato misure per proteggere gay e transgender, e che in Giappone essere apertamente gay rimaneva un tabù mentre in India otto persone su dieci non se la sentivano di dichiararsi gay per timore di bullismo e discriminazioni.

La ricerca pubblicata da McKinsey

Poco prima che esplodesse la pandemia, McKinsey ha pubblicato il suo terzo rapporto a proposito dell’“executive diversity” nel mondo del business, dopo Why diversity matter (2015) e Delivering through diversity (2018). Non solo i dati confermano che nel mondo del business l’accettazione della diversità rimane elevata, ma anche che la sua presenza nei team esecutivi e la probabilità che possa creare una sovraperformance finanziaria si è rafforzata nel tempo. Questi risultati emergono da un campione di dati estremamente vasto, che comprende 15 Paesi e oltre 1.000 grandi aziende e confermano la tendenza del settore contro l’omofobia.

Il sondaggio di Experian

La maggior parte dei membri della comunità LGBT americana afferma di essere più incline a risparmiare denaro che a spenderlo. Ciò nonostante, uno sguardo più attento alle loro abitudini suggerisce che potrebbe essere vero il contrario. Stando al sondaggio di Experian sulla pianificazione finanziaria LGBTdel 2018, infatti, alla richiesta di caratterizzare le proprie abitudini su una scala da zero a 10, con zero che denota “spender” e 10 che denota “risparmiatore”, più della metà (52%) degli intervistati LGBT si è collocata nella fascia da sei a 10.

Tuttavia, le risposte a domande di follow-up più dettagliate hanno dato un’impressione decisamente diversa:

Più di due quinti (44%) degli intervistati LGBT ha affermato di lottare per mantenere risparmi adeguati rispetto al 38% della popolazione generale.
Al contrario, poco più di un terzo (34%) ha dichiarato di avere cattive abitudini di spesa che vorrebbero migliorare o modificare rispetto al 28% della popolazione generale.
Gli intervistati LGBT hanno stimato di dedicare il 16% del reddito mensile alla spesa discrezionale, ma solo l’11% al risparmio o all’investimento.

Le sfide finanziarie 

Gran parte del progresso dei diritti LGBT e delle iniziative contro l’omofobia si sono attuate negli ultimi 50 anni, il che significa che i membri di queste comunità stanno ancora imparando come affrontare finanziariamente le sfide specifiche che devono affrontare.

Secondo una ricerca svolta negli USA in media i membri delle comunità LGBT hanno risparmiato meno per la pensione e trascinano mediamente 16.000 dollari in più di debiti per prestiti studenteschi rispetto ai loro coetanei eterosessuali; la pianificazione familiare per le persone LGBT può creare difficoltà che portano a migliaia di dollari di costi aggiuntivi.

C’è ancora molto da fare contro l’omofobia

I pensionati LGBT possono avere meno risparmi per la pensione e per entrare in comunità che accettano il loro orientamento sessuale incontrano costi superiori alla media. Altro elemento riscontrato dalla ricerca è la disparità di reddito. Sebbene la comunità LGBT difficilmente ne faccia parte, risulta che alcuni segmenti della popolazione siano favoriti rispetto ad altri.

Inoltre, la disparità di reddito connessa alla discriminazione influisce anche su una varietà di aree di valutazione legate al lavoro. Tra queste figurano produttività, soddisfazione sul lavoro, opportunità di scelta delle mansioni, oltre ad altri aspetti legati alla salute e alle condizioni di lavoro in generale. In conclusione, c’è ancora molto da fare contro l’omofobia.

Il caso Philipp Plein 

Non sono passati molti giorni da quando lo stilista Philipp Plein, già in passato sospettato di omofobia sul posto di lavoro, è finito di nuovo in tribunale a New York, questa volta per l’accusa di aver apertamente discriminato i dipendenti gay. Suddetta citazione arriva solo pochi mesi dopo che Plein ha perso una causa per uso non regolare del marchio Ferrari, facendo intuire che il suo modo di interagire con gli altri sia dettato da una visione del mondo del tutto egoriferita e poco rispettosa dei diritti altrui, non solo non impostata contro l’omofobia, ma addirittura con l’abitudine di abusare della sua posizione dominante.

Amro Alsoleibi contro Plein

Questa volta un suo dipendente, Amro Alsoleibi, afferma che Plein ha fatto continui commenti sul posto di lavoro, descrivendo in generale le cose che non gli piacevano come “troppo gay”, o indicando esplicitamente ai responsabili della sua catena di negozi di “non assumere gay”. Ma non basta: in un’occasione specifica ha ripreso Alsoleibi, dicendogli “smetti di muovere i fianchi come un gay”. Questo tipo di sopruso sul luogo di lavoro, al di là della causa intentata da Alsoleibi, che abbiamo portato solo come esempio, non può più esistere nel terzo millennio.

La carta dei diritti UE contro l’omofobia 

L’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che fa parte del capitolo “Uguaglianza”, vieta la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Ma la recente relazione della FRA (Fundamental Right Agency europea) su “Omofobia, transfobia e discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere” rivela come le persone LGBT nell’Unione europea debbano ancora affrontare pesanti problematiche di fondo: silenzio e non visibilità, attacchi violenti e disparità di trattamento, per esempio sul posto di lavoro, o nel siglare un contratto di affitto, ecc. e difficoltà perfino quando si spostano all’interno dell’Unione europea.

La situazione in Italia contro l’omofobia

Il Disegno Di Legge presentato da Alessandro Zan, politico e attivista LGBT noto soprattutto per aver promosso ed ottenuto il primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, ha come obiettivo di contrastare l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo, ovvero la discriminazione nei confronti delle persone disabili.

Il DDL Zan

Approvato alla Camera il 4 novembre 2020, il disegno di legge è però fermo da mesi in Senato, ostaggio di un ostruzionismo che dovremmo definire insopportabile. Nel nostro ordinamento giuridico non esiste una specifica aggravante per i casi decritti nel DDL Zan. Chi è contrario ad approvare il decreto invece sostiene semplicemente che questo tipo di crimini sarebbero già compresi nell’articolo 61 del codice penale come circostanze aggravanti applicabili a qualsiasi reato (aver agito per motivi abietti o futili) e quindi non approva alcunché di nuovo.

La legge Zan

La Corte di Cassazione ha specificato il significato di “abietto e futile“, facendo riferimento alla perversità, per il primo, e alla sproporzione, per il secondo, ma per i fautori dell’approvazione del DDL Zan i motivi che stanno alla base dell’omotransfobia nascono da un odio puntuale, orientato e sostenuto da un certo pensiero: non colpiscono una persona per ciò che fa, ma per ciò che è, esattamente come il razzismo. Alessandro Zan chiede una protezione esplicita dello Stato per chi è vittima di questo tipo di crimini, allineando l’Italia ai Paesi europei più illuminati.

Partito Gay per i diritti LGBT+

Pare che il prossimo ottobre a Milano, per il rinnovo del Consiglio comunale, si presenterà una nuova lista, il “Partito Gay per i diritti LGBT+” dedicato alla tutela dei diritti degli omosessuali. Lo slogan è: “Solidale Ambientalista Liberale”. “Le persone Lgbt non vogliono più delegare le loro istanze a terzi” ha dichiarato Mauro Festa avvocato quaranteseienne referente a Milano per il nuovo partito.

Non tutti ritengono utile, però, creare partiti così settoriali. Ad esempio, Luca Paladini, fondatore e portavoce del movimento “I Sentinelli di Milano”, ha rivelato al Corriere della Sera che “Mi spaventa l’idea di ragionare a compartimenti stagni”. Ma c’è di positivo che qualcosa si muove, e questo è certamente un passo avanti.

La manifestazione a Milano l’8 maggio contro l’omofobia

Ad anticipare il significato profondo della Giornata internazionale contro l’omofobia che si celebra il 17 maggio di ogni anno, i fautori della politica favorevole all’approvazione del DDL Zan si riuniscono a Milano sabato 8 maggio alle ore 15, all’Arco della della Pace, per manifestare contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo.

Aderiscono:
Casa Comune
Lesbicx rete lesbica intersezionale
Camera del lavoro CGIL Milano
Arcigay Orlando – Brescia
Da’ voce al rispetto
WeWorld
CIAI
Orsi italiani
Diversity
Terre des Hommes
Agedo Milano
Amnesty International – Italia
ANPI Provinciale di Milano
ANED Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti
Rainbowling Milano
Sinistra Italiana – Milano
NoLo4Kids
(ANPI Sezione 10 agosto 1944)

Circolo UAAR Milano
Associazione Famiglie Arcobaleno
Razzismo Brutta Storia
Milano Quidditch ASD – Milano Gators
Pride Sport Milano
Porti aperti e permesso di soggiorno per tutti e tutte
Milano Unita
PD Milano Metropolitana
ActionAid Italia
Rete Italiana Antifascista
Movimento Antirazzista Italiano
6000 Sardine Milano
Brianza Oltre l’Arcobaleno
Possibile Milano
Orgoglio in Comune – Milano
Memoria Antifascista
Possibile LGBTI +
Possibile
All Out

Rete Scuole Senza Permesso
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Circolo di Milano
Associazione NICHE
Checcoro
Libreria Antigone
The Good News Female Gospel Choir
PoliEdro
PRC Federazione di Milano
Coming-Aut – LGBTI+ Community Centre
Socialisti di Milano, PSI Milano, Socialisti in Movimento
ACET, Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere
PCL Milano
Milano In Azione
Rete Brianza Pride
Milano in Comune
Medicina Solidale
Verdi – Europa Verde Milano
Associazione Naga – Milano
Progetto donne verdi – Milano
Sinistra Anticapitalista Milano
Volt Milano
Uomini per le Donne Piacenza
Mixed LGBTI
Il Grande Colibrì
Lato B – l’altro lato di Milano
Articolo Ventuno
GayLib Italia

Paolo Brambilla

Scritto da Paolo Brambilla

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. E' direttore responsabile di Investopro.com e dirige l’Agenzia di stampa Trendiest Media www.trendiest-news.com. E' editor in chief di www.assodigitale.it

Loosing my Control di Alessio Caraturo 

Plasma ricco in fattori di crescita: PRGF