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Il sogno di Licia Colò

Partire con una macchina in totale libertà senza una meta prefissata

 

Il sogno di Licia ColòAmante della natura e degli animali, Licia Colò ha condotto per anni il programma televisivo Alle falde del Kilimangiaro.

Tra i suoi libri ricordiamo Cuore di gatta (2007), Per te io vorrei (2013) e, per Solferino, Il pianeta, istruzioni per l’uso (2020).

Durante l’estate,  sempre in libreria e per Solferino ha debuttato col suo primo romanzo dal titolo: “L’Aragosta vive 100 anni” e si racconta a Vanity Class. 

Quale sarà il sogno di Licia Colò?

Nella didascalia di un post,  sul tuo profilo Instagram,  si legge: “La mia passione – la ricerca di una libertà che non ancora riesco a trovare”. Cosa intendi dire?

Il sogno di Licia ColòIo sono sempre stata, a dispetto dell’immagine che dò, una persona molto inquieta e, di conseguenza, lo è anche il mio modo di vivere.

Ho bisogno di spazio, di sentirmi libera di fare quello che mi va.

Ho questa inquietudine di fondo che non mi fa mai trovare quella sensazione, se non per poco tempo.

Il WWF ha lanciato la campagna “Renature Italy”, un progetto di rigenerazione della natura del nostro Paese che sposa la visione ambiziosa su come dovremo trasformare l’Italia entro il 2030.

Quattro le parole chiave: connessione, ripristino, protezione e rewild (cioè il ritorno in natura di specie importanti). Se dovessi lanciare tu una campagna quale sarebbe?

Il sogno di Licia ColòLancerei tante campagne, in primis una per bambini e adulti (che dovrei seguire anche io) di informazione (che poi si traduce in rispetto) sulle tante specie animali che non conosciamo.

Abbiamo dei preconcetti legati all’ignoranza, tendiamo a generalizzare.

La violenza nei confronti degli animali esiste anche perché se conoscessimo meglio le varie specie scopriremmo la loro utilità e in molti casi anche la loro innocuità.

Viviamo in un’epoca dove ci riempiamo la bocca di parole come “green”, “ecologico” e diciamo di volere un mondo equilibrato, invece probabilmente desidereremmo vivere in un mondo asettico, dove ci siamo soltanto noi perché gli animali sono belli da fotografare ma… lontani da casa!

Restando in tema di ambiente e di rispetto per la nostra terra …Come ti sembra stia andando la raccolta differenziata dei rifiuti in Italia?

Se vivessimo in un paese dove alla base vengono creati meno contenitori, che poi diventano rifiuti, vivremmo tutti meglio. 

I numeri dicono che gli italiani sono tra i più bravi in Europa ad effettuare la raccolta differenziata, ma io non ci credo molto perché girando parecchio ho visto cose inenarrabili.

Non ci sono regole univoche, in alcuni comuni e regioni, ad esempio, il tetrapak va buttato con la carta, in altri no.

Stessa cosa per il vetro: ci sono comuni dove i vetri colorati non vanno negli stessi contenitori di quelli bianchi, mentre in altri sì.

Ci vorrebbe più chiarezza e semplicità, visto che se si mischiano le tipologie di rifiuti i risultati positivi derivanti dalla raccolta differenziata …svaniscono!

Secondo un’indagine condotta recentemente da Legaambiente in Italia ci sono 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia e sono quasi tutti di plastica (tra cui guanti monouso, mascherine e altri oggetti sanitari).

Quali sono i comportamenti che ogni singolo cittadino dovrebbe adottare per salvaguardare l’ambiente?

Premesso il discorso della responsabilità individuale, io credo che dovrebbero esserci delle azioni di base dettate da chi ci governa.

Un governo che guarda avanti non dovrebbe punire, ma paradossalmente anche premiare.

Il sogno di Licia ColòSi potrebbe ripristinare con la plastica lo stesso meccanismo (come accade in alcune realtà europee) che una volta era quello del “vetro a rendere”.

Di idee ce ne sono un’infinità, come quella di adottare regole che impongono il riciclo dei contenitori dei detersivi.

Potremmo così recarci nei supermercati con le nostre “bottiglie usate” ed effettuare le ricariche presso i distributori.

Poi ci sono materiali come la carta nei quali le aziende produttrici di imballaggi, sempre incentivate, dovrebbero investire maggiormente.     

Quali sono i tuoi viaggi del cuore e le mete italiane che suggerisci?

Ultimamente sto girando più in Italia anche per via del Covid e ho scoperto luoghi e città meravigliose.

Come Ascoli Piceno, città ancor più antica di Roma! Considerando che viaggiare costa molto, credo che il segreto sia quello di andare alla scoperta dei luoghi “dietro casa”, delle provincie, dei piccoli borghi. 

Il sogno della mia vita invece sarebbe quello di partire con una macchina in totale libertà senza una meta prefissata!

Il sogno di Licia ColòCi parli del tuo libro uscito durante l’estate?

Si tratta del mio primo romanzo edito da Solferino che si intitola: “L’aragosta vive 100 anni”.

Non è autobiografico, non ha niente a che vedere col mio lavoro, con la biologia, con gli animali. 

Parla dell’inquietudine di una professionista che lotta per trovare un equilibrio tra una tempesta di sentimenti.

E’ una storia lieve e intensa, che entra nel cuore e lo tiene in sospeso.

Un romanzo al femminile sorprendente e sincero sui cambiamenti e sulle possibilità che la vita ci offre.

Lo sai che l’aragosta vive cent’anni sono le parole che Sabrina, la protagonista, vede comparire all’improvviso sullo schermo del suo computer.

Ma non in una chat, o su un social. 

Proprio in un file di word, al quale sta affidando i suoi pensieri come a un diario.

E in breve l’intrusione informatica diventa un’amicizia virtuale, una stanza tutta per sé in cui raccontare frustrazioni, paure, rimpianti: la fine dell’amore con il marito, i problemi con le figlie adolescenti, la perdita del lavoro in televisione.

Progetti per l’autunno?

Il sabato sera mi vedrete su La 7 con Eden (trasmissione di viaggi e temi ambientali), e la domenica in diretta su Tv 2000 con Il Mondo insieme.

Se tua figlia dovesse seguire le tue orme saresti contenta?

Credo che il contesto televisivo oggi sia più difficile rispetto a quando ho iniziato io.

Mia figlia ha frequentato il liceo artistico con indirizzo cinematografia e comunicazione. 

Nel periodo del Covid ha iniziato un corso di montaggio professionale dove le insegniamo a fare le riprese, quindi non sta apprendendo il mio stesso lavoro, ma comincia a conoscere ciò che gravita attorno: le riprese, il montaggio, la comunicazione.

Io le dò degli strumenti, dopodiché può fare ciò che vuole…

Non ho mai sentito dire nella mia famiglia “che bello sarebbe se tu facessi”.

Credo che cercare di condizionare un figlio sul lavoro sia qualcosa di sbagliato.

Poi diciamolo, di lavori interessanti e belli ce ne sono un’infinità!

 

 

 

Michele Vanossi

Scritto da Michele Vanossi

Oltre a lavorare e a collaborare per un noto quotidiano nazionale (il Giornale), cerca di comunicare, di parlare e di scrivere degli argomenti lo incuriosiscono e che lo appassionano maggiormente: televisione, cucina, turismo, benessere, medicina, lifestyle. In televisione partecipa in veste di opinionista a e trasmissioni televisive di successo su Raiuno come Storie Italiane e Vita in diretta; da giovane ha partecipato a quiz televisivi e ha recitato piccole parti in soap-opera e spot pubblicitari. Ha pubblicato un libro sulla storia della televisione italiana con Gribaudo/Feltrinelli dal tiolo. “Le Signorine Buonasera il racconto di un mito tutto italiano dagli anni Cinquanta ad oggi”.

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