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La tenda si fa chic: il fenomeno del glamping

La nuova frontiera del campeggio è la perfetta combinazione di natura e lusso

glamping tenda
Glamping Terme di Vulci, in Maremma

La tenda si fa chic: il fenomeno del glamping.

Il neologismo deriva dall’unione delle parole “glamorous” (elegante, affascinante), e “camping“. In altre parole, si tratta di un campeggio che non rinuncia a fascinocomfort e design

Se cercate un’alternativa alle vacanze vip nei luoghi della vita smeralda, pur volendo fare un figurone, il glamping potrebbe essere il Vostro viaggio

Ma prima, un breve cenno storico…

Il campeggio: un viaggio itinerante nella storia fra nomadi, guerre e aristocrazia inglese

La vacanza en plein air, amata da avventurieri di ogni età che si incontrano con altrettanti estimatori della natura, ha origine nei primi anni del Novecento nelle campagne inglesi, dove si registra l'”Association of Cycle Campers”, ovvero la prima associazione di campeggiatori. La fondazione si deve al T. M. Holding e alla sua intuizione di inserire delle soste durante la crociera in canoa attraverso la Scozia, viaggio riservato ai benestanti inglesi, proprietari di auto lussuose. In Italia la nascita dell’Auto Campeggio Club Piemonte risale al 1932.

A proposito del concetto di viaggio itinerante è bene ricordare, in verità, che si tratta di una pratica molto più antica. Ripercorre la storia intera, fra popolazioni nomadi e ambiente bellico. I romani erano soliti distribuire le tende dei tribuni in maniera equidistante fra loro, rispetto a quelle dei legionari, poiché garantirsi uno spazio coperto significava miglior ristoro delle truppe.

Lo stesso accadeva anche nel Medioevo e in tutti i più grandi imperi: per i soldati di grado minore, le occupazioni erano di fortuna, benché a difesa di quella, più ampia, dei sovrani. 

Un’origine che riecheggia da lontano, in contrasto con una contemporaneità sfuggente.

Il vero cambio di rotta dato da Holding è l’aspetto dilettevole della natura e del soggiorno immersi al suo interno. Non è un caso se anche il glamping nasce in Inghilterra nel 2005. Benché inizialmente adottato da americani e scandinavi, di recente ha iniziato a spopolare come nuova frontiera dell’incontro immersivo con la natura anche nel resto del mondo.

La pandemia ci ha profondamente cambiati. Purtroppo, sono impressi negli occhi i ricordi non lontani di quelle città spettrali, svuotatesi, poi ripopolatesi e riplasmatesi con nuovi ritmi. Nonostante ciò, i volti segnati rivelano ancora paure e spavalderie di una società in periglioso conflitto con se stessa. 

La ricerca del paesaggio e della vita che si rinnova

Come conseguenza dei lunghi mesi di isolamento, pare essersi amplificata, insieme alla voglia di riaggregazione e unione, la ricerca di una fuga nella tranquillità.

Ed è così che il posto migliore per un un isolamento da tutto diventa la natura stessa che, riappropriatasi di molti dei suoi spazi nel 2020, ha evidenziato la solitudine dell’uomo in questa società costante nella sua fugacità. Una natura che ci regala e reinventa immagini della bellezza che non eravamo più abituati a cogliere.

In tutta onestà, quanti tramonti, rumori di animali, albe, silenzi ci eravamo persi nella quotidianità dello scontato ricolmo di impegni, corse e vuoti d’animo?

Natura sì, ma con charme

Come conseguenza della voglia di evasione, il campeggio “glam” è una valida opzione per le vacanze di quest’estate 2021. Con esso, si è a contatto con ambienti selvaggi, incontaminati, pur mantenendo le comodità di un hotel.

Non una semplice “dormita in tenda”, quindi, né tantomeno una “notte alternativa a 5 stelle”, bensì un nuovo stile di vita, più green e consapevole. Difatti, nelle dimore per i crescenti glamping addicted non mancano letti di charme, arredi e tessuti trendy, tendaggi, e, non ultimo, zanzariere protettive.

 Soluzioni differenti e sostenibili per visitatori eco-minded

Accomunate dallo spirito eco-friendly, realizzate con materiali di recupero e riciclo, le tipologie di glamping rispettano l’ambiente.

Fra queste, vi sono:

  • teepee o thíṗi, che in lingua lakota unisce il verbo thí, abitare, e , plurale di “essi”, è la tenda “a punta”, usata in origine dai nativi americani (oggigiorno elemento folkloristico nei numerosi raduni powwow)
  • case sugli alberi (amanti del classico del nascondino, fatevi avanti!)
  • palafitte contemporanee
  • carovane e roulotte vintage
  • mini stanze intagliate nel legno 
  • aerei dismessi, jet privati e piccoli ufo (succede all’Apple Camping in Galles)
  • sfere o cupole geodetiche. Là, dove lo sguardo si volge al cielo, per tornar a rimirar le stelle 
  • lodge, miniappartamenti in legno dalla struttura austera (apparentemente usciti da uno studio Bauhaus, con quegli spazi minimal e l’apertura sull’esterno)
  • botti di legno 
  • gher, “iurta” o yurta, originaria della Mongolia. Ha una caratteristica forma tondeggiante con pareti facilmente smontabili che permette di spostarla facilmente, ed tuttotra molto sfruttata dai pastori erranti. (Nondimeno, ha una forte impostazione rituale: ad esempio, è irrispettoso attraverso i pilastri centrali, simbolo del legame tra cielo e terra)
  • tendone berbero: analogamente al gher, anche queste tende estese in orizzontale hanno origini antiche e sono peculiari delle tribù nomadi del deserto. (Solo in secondo luogo sono divenute ambitissimi luoghi di soggiorno e rifugio, nel senso più semplice e, anche, più metafisico del termine)

Ciao ciao, campeggio in stile Eighties!

Per iniziare ad adattarvi alle nuove tendenze, casomai foste ancorati all’idea di campeggio fra anni ’80 e ’90 (come accadeva nel film “Non è stata una vacanza… ma una guerra!” del 1988), o allo stile survivor, fra lotte per il parcheggio di sosta e l’azzardo dei temerari ricercatori di punti isolati, zaino in spalla e classica tenda spartana, è bene sottolineare che dovreste rivedere le vostre convinzioni.

In altre parole, dovreste ripensare all’idea stessa di campeggio, poiché oggi le strutture iperconnesse offrono buoni servizi, supermarket, piste da ballo, piscine, noleggio di piccole imbarcazioni e biciclette, con ampia offerta di servizi come passeggiate a cavallo, yoga fra le capre, etc.

In riferimento a ciò, Airbnb e TripAdvisor sono perfetti canali per trovare ciò che più vi aggrada.

A seguire, ripensate alle tende stesse: oggi sono nettamente più moderne, di diverse misure, colori e strutture, (e per finire, aspetto che non guasta) autoinstallanti. 

In definitiva, allora, qual è la differenza principale fra turisti da campeggiato e da glamping?

Il campeggiatore è colui che ricerca soluzioni economiche e soggiorni nella natura più selvaggia, mentre l’estimatore del glamping è colui che trova una via “ibrida” altrettanto valida, pur sempre dotata di lussi. 

Un’esperienza unica nel mondo

La selezione di luoghi per vacanze indimenticabili è molto ampia in ogni parte del globo. Il sito Glamping è specializzato nella ricerca a seconda delle esigenze del viaggiatore. 

Esempi come l’imponente Memories Aicha Luxury in Giordania, sono sogni visivi persi fra dune e rocce; esperienze ancor più estreme sono offerte da ThailandiaPerù

Nel Sahara, sorseggiare un tè alla menta in compagnia dei berberi assume un valore sacrale. Condividerlo con i Tuareg (gli uomini in blu), con la loro natura schiva, è un’occasione rara che s’imprime nel cuore, così come il risveglio in mezzo a quell’oceano di sabbia dorata e luce 

E in Italia?

Nel Belpaese sono numerosi i luoghi dove natura, divertimento e sostenibilità s’incontrano e creano un perfetto equilibrio. Glambnb è specializzato nella ricerca di soluzioni sostenibili e di classe.

Noi segnaliamo, fra gli altri, il Parco della Gallinara, l’Agriturismo Pereti nel grossetano, Casa Balsamo, il Villaggio La Pescaccia in Romagna, il lussuoso Glamping Canonici di San Marco in Veneto, le “bolle” dell’Atmosfera Bubble in Basilicata. Non ultima, la maestosa struttura nei pressi di Gallipoli di Torre Sabea

Il viaggio val bene un sacrificio

In conclusione, più di ogni altra cosa, lasciatevi ispirare dal lato eco-chic del glamping: un momento esclusivo per sentirvoi coccolati dalla meraviglia dell’ambiente circostante. 

I costi possono risultare impegnativi, ma soffermiamoci sulla frase di Hesse:

“Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere una ristrutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni”. 

In questo modo potremmo realizzare a guadagnarne sarebbero tanto il Pianeta, quanto la nostra stessa anima, ebbene, non varrebbe la pena prediligere, digitare, prenotare? 

 

Photogallery di glamping in Italia e nel mondo

 

A cura di Veronica Fino.

 

 

 

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La redazione di VanityClass.

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