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Mirco Goldoni: “La lettura è un’entusiasmante forma di viaggio” | Intervista

Mirco Goldoni

Ingegnere informatico e appassionato lettore, Mirco Goldoni è uno scrittore italiano.  Ha sempre vissuto la lettura come un’entusiasmante forma di viaggio e si è lasciato guidare da tutti i grandi del genere fantascientifico. Predilige i romanzi nei quali l’aspetto scientifico sia predominante, eleggendo Asimov come suo autore preferito. Con la scrittura, negli ultimi anni, ha deciso di affrontare ulteriori stimolanti viaggi, diventando lui stesso il disegnatore degli itinerari. Difatti, collabora con il sito www.altrimondi.org sul quale ha pubblicato alcuni racconti brevi, drabbles e twincipit. Nel 2020 pubblica il suo primo romanzo, “Progetto Mnemosyne” (Mosaico Edizioni) e nel 2022 rilascia il sequel “Progetto Dedalo” (Mosaico edizioni) 

Nell’ottobre 2021 ottiene il premio giuria come ‘racconto originale’ con ‘Il tempo sospeso’ nel concorso letterario indetto dal Comune di Volvera (TO) e oggi, dopo averlo raggiunto telefonicamente, abbiamo deciso di intervistarlo per voi! 

Mirco Goldoni: "La lettura è un'entusiasmante forma di viaggio" | Intervista
Mirco Goldoni

Mirco Goldoni – L’intervista

“Leggere cura l’anima”, questo motto è nel tuo blog www.mircogoldoniautore. Ritieni che oggi ci sia bisogno di questa cura?

Oggi più che mai, sarebbe la risposta spontanea, ma forse è più corretto rispondere ‘oggi come sempre’. Qualunque periodo storico è stato attraversato da tensioni, pericoli, paure e in ogni periodo storico la letteratura non solo ha rispecchiato il momento vissuto, ma ha lanciato un salvagente a chi, in essa, cercava risposte e conforto.

Qual è il tuo pensiero circa gli scrittori e il giornalismo?

Essere un buon scrittore vuol dire essere una fabbrica di pensieri al servizio della società, riportare per iscritto ciò che pensa, teme o auspica. Puoi c’è il confronto con il lettore; in ultima analisi è lui che ne decreta o meno il successo, è lui che assorbe l’ondata di messaggi dello scrittore e li fa suoi. È lui che, se terminato il libro, pensa: “mi piacerebbe fare due chiacchiere con questo scrittore”, lo hai veramente colpito.

Come nascono le idee dei tuoi libri?

Dall’osservazione e dalla continua domanda che mi pongo: ‘E se…’. Dal desiderio di raccontare le persone di domani osservando quelle di oggi, in un mondo in continua trasformazione. Tutto ciò che diamo per scontato e appurato oggi è stato in realtà frutto di accurata analisi e studio: è grazie a questo lavoro oggi siamo arrivati qui, nel bene e nel male.

In una recensione ti hanno definito un misto di Asimov, Dick e Dan Brown. Cosa rispondi?

Che hanno esagerato. Allo stesso tempo mi fa molto piacere perché sono tra i miei scrittori preferiti; probabilmente, più o meno inconsciamente, ho assimilato le loro tecniche cercando di trasporle ‘a modo mio’. Ogni scrittore deve essere per forza un insaziabile lettore. Sorrido amaramente quando leggo alcuni scrittori di successo affermare che, a causa del loro lavoro, non hanno più tempo per leggere: sono arrivati, e non avranno più modo di stare al passo con il mondo che li circonda.

Ma che cos’è il successo per te?

Il successo è un mutamento che avviene nello sguardo dell’altro, nella percezione che ha di te. Tu non cambi, ma a modificarsi sono il tuo posto al mondo e il rapporto con le persone. Purtroppo spesso viene affiancato da atteggiamenti di invidia, il motore di oggi. Comunque (sorride) appena incontro il successo, potrò essere più preciso.

Ritieni che i social media abbiano una responsabilità?

Sono certamente utilizzati anche per questo, o principalmente per questo: la pubblicità, la condivisione, la fama. Servono come trampolino per mettere in evidenza le qualità di una persona, ma non ne sono il termometro. Il selfie con il personaggio pubblico non è quasi mai un momento di condivisione, è un trofeo “per far ingelosire i miei amici”. Una volta le foto erano un ricordo della propria vita, ora servono per stupire gli altri, per aggiudicarsi una vittoria. Questa mi sembra una caratteristica inquietante della modernità.

Tu cosa pensi dei premi letterari?

Un premio letterario nella vita di uno scrittore è sempre ben accetto, soprattutto quando aiuta a dare luce a un libro. Ma, come diceva Stefano Petrocchi (il direttore della Fondazione Bellonci), un premio non costituisce un valore imperituro. È la lettura dei posteri a fare la differenza.

L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere uno scrittore?

Per entrambi la stessa risposta. Amo l’idea di stare da solo a creare, ma sono spaventato dalla domanda che nasce davanti al foglio bianco: “e ora?”

Ringraziamo Mirco Goldoni, scrittore di due affascinanti e interessanti libri di fantascienza introspettiva. Se non avete mai pensato a un libro come regalo di Natale, questa può essere l’occasione giusta, e, perché no, passate in libreria!

A cura di Ilaria Solazzo

Redazione

Scritto da Redazione

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