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Pasquale Mammaro: “Il vero segreto del successo? L’umiltà!” | Intervista

Il noto manager musicale e talent scout si racconta in esclusiva alla vigilia della XVI edizione del “Minturno Musica Estate”

Pasquale Mammaro

Talent scout, imprenditore, agente musicale e presidente della Starpoint Corporation, Pasquale Mammaro è una delle figure manageriali più note e rispettate nel panorama dello show business nostrano. La sua lunga carriera è costellata di successi, discografici e televisivi, tant’è che in molti lo considerano il “Re Mida” dello spettacolo contemporaneo. La sua peculiarità, infatti, non sta tanto nel permettere a stelle emergenti come Diodato o Il Volo di avere la propria occasione di brillare, quanto nel riuscire a riportare sotto le luci della ribalta le vecchie glorie della musica italiana. Basti pensare a Orietta Berti, Donatella Rettore, Marcella Bella, Riccardo Fogli, Don Backy, Fausto Leali e molti altri ancora. Insomma, il suo motto sembrerebbe essere “Old is Gold” ed è proprio seguendo questa filosofia che negli anni si è dimostrato abile anche nello scoprire dei veri e propri talenti.

Da oltre 15 anni, inoltre, è il direttore artistico del “Minturno Musica Estate“, un appuntamento annuale ormai ben consolidato che riunisce su un unico palco le più grandi voci della scena musicale odierna. Difatti, questa sera si terrà a Minturno la XVI edizione dell’evento, che lo vedrà alla conduzione insieme a Elena Ballerini e Ilenia De Sena. Per questo, abbiamo deciso di raggiungerlo telefonicamente e di intervistarlo per voi. 

Buona lettura! 

Pasquale Mammaro: "Il vero segreto del successo? L'umiltà!" | Intervista
Pasquale Mammaro (destra) insieme a Marcella Bella (al centro)
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa “361ComunicAzione” di Mauro Caldera

Pasquale Mammaro – L’intervista

Buon pomeriggio Pasquale e benvenuto tra le pagine di VanityClass. Sei un talent scout, un produttore televisivo e un manager musicale, ma come ha avuto inizio quel percorso che ti ha portato a diventare uno degli imprenditori più di successo degli ultimi anni?

Il mio percorso è iniziato tanto tempo fa, più precisamente  a Minturno, negli anni ’70. Cominciai a lavorare con alcune delle prime emittenti radiofoniche private e indipendenti. All’inizio lo feci un po’ per gioco, avevo solamente 15 anni ed ero molto appassionato di musica. Prendevo parte alle programmazioni incentrare sulle dediche, nel corso delle quali i radio-ascoltatori chiamavano per dedicare una canzone ad amici, parenti o partner. Mi divertivo parecchio, ma poi, con il passare del tempo, questo mio “divagare”, sempre che così si possa definire, è diventato una passione che successivamente si è trasformata in un vero e proprio lavoro. 

Non a caso, hai fondato la tua società di management ‘StarPoint Corporation’…

Esattamente. Piano piano ho cominciato a collaborare con le varie etichette discografiche dell’epoca, inserendomi in quella fitta rete di rapporti professionali che si nasconde dietro ai lustri e lustrini del mondo dello spettacolo. Ho cominciato a seguire gli artisti e a capire il funzionamento di questo tipo di lavoro che comunque, nel tempo, è cambiato. Nonostante i cambiamenti, però, alla luce del mio percorso, se si è in grado di farsi le ossa, in seguito si riesce tranquillamente a costruire una buona strada per il futuro.

Non solo ed esclusivamente musica, ma hai anche prodotto diverse trasmissioni televisive…

Negli anni ’90 ho iniziato a collaborare con la tv e devo ammettere che si è rivelata un’esperienza alquanto positiva. Ho prodotto e realizzato programmi per Rai1, Rai2, Tele Montecarlo e così via. Tuttavia, si trattava di trasmissioni a costo zero per la rete emittente, dovevo trovare io i fondi tramite degli sponsor. Di conseguenza, dopo un po’, capii che forse mi conveniva lavorare con gli artisti e così è stato (ride). 

Pasquale Mammaro: "Il vero segreto del successo? L'umiltà!" | Intervista
Pasquale Mammaro e Diodato
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa “361ComunicAzione” di Mauro Caldera

Parlando della gestione degli artisti, in molti ti vedono come il “Re Mida” dello spettacolo. Ti rispecchi in questa visione?

A dir la verità, no. Non mi sento un “Re Mida”, anzi, ritengo di essere semplicemente un uomo che fa il suo lavoro e crede di farlo come si deve. Negli anni sono andate bene una serie di cose, specialmente di recente, ma ciò non vuol dire che qualsiasi cosa io tocchi si trasformi in oro. Nel 2015, ad esempio, c’è stata la vittoria al Festival di Sanremo di “Grande Amore” de Il Volo, una canzone che avevo con me da parecchi anni e che decisi di dare ai ragazzi per fargliela cantare. Qualche tempo dopo, più precisamente nel 2019, sono tornato con loro all’Ariston con “Musica che resta”, altro brano che custodivo nel cassetto. Nel 2020, invece, ho avuto l’intuizione di far ascoltare “Rumore” di Diodato ad Amadeus, al quale piacque e decise di prendere nel cast il ragazzo, che poi vinse l’edizione di quell’anno. Nella stagione successiva, ho proposto Orietta Berti al direttore artistico che l’ha voluta fortemente e chiunque siamo a conoscenza del successo che ottenne in quel periodo. E infine nel 2022 ho portato con me Donatella Rettore e Amadeus ha avuto l’idea di affiancarla a Ditonellapiaga. Insomma, ci sono “colpi che sono andati a segno” e altri no. Un po’ per fortuna, un po’ per intuizione e un po’ grazie all’esperienza e al duro lavoro. Non è sempre facile indovinare un brano o un artista, ma alle volte ci si riesce.

Ti aspettavi il grande successo di Orietta Berti nel 2021?

Sinceramente?! No. Quando le dissi che saremmo andati al Festival di Sanremo, le assicurai che avremmo fatto sicuramente una bella figura, ma di certo non avremmo vinto. E invece, alla fine, ne è uscita ” vincitrice morale” visto che nel 2021, complice anche la collaborazione con Fedez e Achille Lauro in “Mille”, si è parlato soltanto di lei. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato, lei per prima non ne era convinta. Eppure, è successo. Credo che il caso di Orietta sia più unico che raro nel panorama attuale. Soprattutto perché lei, nel corso della sua carriera, è sempre stata considerata una cantante di “Serie B”. Perciò, oltre che di una vittoria morale, forse si potrebbe parlare di una vera e propria ‘rivincita’. 

Pasquale Mammaro: "Il vero segreto del successo? L'umiltà!" | Intervista
Pasquale Mammaro e Orietta Berti
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa “361ComunicAzione” di Mauro Caldera

Quando un’artista, che si tratti di un giovane emergente oppure di una stella consacrata del panorama discografico nostrano, si propone per lavorare con te, cos’è che ti fa comprendere che quella che ti si presenta davanti è una scommessa vincente oppure no?

Beh, bella domanda. Non è sempre così semplice. Al momento, in tanti vorrebbero lavorare con me e ovviamente io non posso prendere tutti. Pertanto, faccio delle scelte e quest’ultime sono in ogni occasione basate su artisti con i quali ho già avuto modo di collaborare. Per quel che posso, cerco di portare o riportare al successo tutti gli artisti con cui lavoro. Quest’anno, ad esempio, sta andando bene con Edoardo Vianello, grazie anche ai produttori di Myss Keta che hanno avuto l’intuizione di farle riproporre un suo vecchio brano. 

Al contrario, c’è qualcuno con cui ti piacerebbe avere l’opportunità di collaborare e lavorare?

Ti dirò, la sola voglia che avrei io in questo momento sarebbe quella di lavorare ancora per qualche anno e poi godermi una meritata pensione (ride). 

Questa sera, invece, tornerai dove tutto è iniziato con la sedicesima edizione del “Minturno Musica Estate”. Com’è nato questo evento che ogni anno raccoglie su unico palco tutte le più grandi voci della musica italiana?

L’idea fu di alcuni miei amici di Minturno. Nel 2005 mi contattarono e mi proposero di fare qualcosa per la città nella quale ero cresciuto. Conoscendo il mio lavoro, infatti, mi chiesero di dar loro una mano ad organizzare un evento. Io sposai subito la loro proposta ed è così che nacque il “Minturno Musica Estate”. Lo portiamo avanti da ben 15. C’è stata un’interruzione di due anni per via dell’emergenza pandemica da Coronavirus, ma quest’anno siamo finalmente pronti a tornare. Ci saranno tantissimi ospiti e personaggi, molti dei quali, come me, oramai si sogno affezionati a quello che è diventato un appuntamento fisso dell’estate, e tutto è stato organizzato nei minimi dettagli. 

Visto il ritorno dopo due anni di stop, cosa dobbiamo aspettarci dall’edizione di quest’anno?

Sicuramente che ci saranno alcune novità. Ad esempio, solitamente ero io a condurre l’intero evento per mancanza di fondi, ma questa volta ho deciso di far reggere le redini dello show alla giornalista e conduttrice Elena Ballerini e alla giornalista sportiva Ilenia De Sena, mentre io avrò un ruolo più marginale e da dietro le quinte. Ci sarà il premio al paroliere e scrittore Marco Rettani, che ha firmato tanti successi, e il premio alla carriera a Donatella Rettore. Ci sarà da divertirsi, sarà uno spettacolo unico!

Solitamente collabori con delle autentiche icone della musica italiana. Basti pensare a Berti, Rettore, Cugini di Campagna e così via. Per quel che riguarda gli esordienti o gli artisti più giovani, invece, ce n’è qualcuno che secondo te ha le potenzialità per aggiudicarsi questo “status” in futuro?

Potenzialmente tutti hanno le capacità per poter ritornare, un domani, in scena o al grande successo. Ma, come vediamo attualmente, la fama si lega sempre alla presenza di un artista più giovane. In effetti, Orietta ha “trionfato” a Sanremo da sola, ma il vero boom è arrivato grazie al featuring con Fedez e Lauro. Rettore, dal canto suo, ha funzionato perché il brano “Chimica” le ha permesso di unire il suo stile con quello di Ditonellapiaga. In altre parole, la strategia di mischiare e fondere il vecchio con il nuovo, almeno per il momento, si sta dimostrando vincente. Diciamocelo chiaramente, i grandi artisti di una volta, ma perfino quelli che hanno debuttato alla fine degli anni ’90 o nei primi 2000, adesso fanno fatica ad andare avanti da soli. Gli stessi Vasco Rossi, Laura Pausini, Ligabue o Eros Ramazzotti non vendono più come prima. Anche loro avrebbero bisogno di rinnovarsi e trovare formule adatte per riuscire a stare al passo con la contemporaneità.

Pasquale Mammaro: "Il vero segreto del successo? L'umiltà!" | Intervista
Pasquale Mammaro con Donatella Rettore e Ditonellapiaga
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa “361ComunicAzione” di Mauro Caldera

Sulla base della tua esperienza, un consiglio che vorresti dare ai manager e agli artisti emergenti?

Il consiglio è quello di scegliere degli artisti che siano umili perché l’umiltà è alla base del successo. Tutti gli artisti con cui lavoro sono persone umili, che hanno conosciuto momenti belli e momenti brutti nel corso della carriera. Perciò, hanno l’esperienza per poter affrontare il mondo. La maggior parte dei ragazzi di oggi che arriva al successo, magari anche inaspettato, invece, si monta la testa. E questo è sbagliato, perché se non c’è umiltà, è difficile che si possa percorrere molta strada. Al successo ci può arrivare, che sia per vero talento o per una mera circostanza fortuita, ma bisogna saperlo mantenere. Ho visto tanti artisti che, dopo un successo, sono completamente spartiti. Se non si rimane con i piedi per terra e la testa sulle spalle, non è facile andare avanti! 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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