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Russia-Ucraina: UE rafforza sanzioni e NATO invia truppe

Le forze occidentali e gli Alleati stanno preparando un pacchetto di sanzioni e azioni ritorsive nei confronti della Russia, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte di quest’ultima

Russia

L’attacco militare della Russia all’Ucraina ha inevitabilmente provocato la reazione della NATO e, più in generale, di tutte le forze occidentali. In molti, difatti, accusano Vladimir Putin di aver violato la sovranità del Paese confinante e di aver deliberatamente ignorato le regole vigenti in materia di diritto internazionale. Eccezion fatta per la Cina, la quale ha fatto sapere di comprendere le motivazioni di Mosca e, pertanto, di aver deciso di non intervenire nel conflitto. Lo stesso, però, non si può dire delle altre nazioni che da tempo sono coinvolte in quella che era, almeno all’inizio, una disputa diplomatica. Non a caso, i vari esecutivi sono all’opera per preparare una risposta efficace nella speranza che si riesca a porre fine allo scontro e si possa evitare una sua degenerazione su scala mondiale. 

In particolare, stando agli ultimi aggiornamenti, la NATO starebbe inviando ulteriori truppe nell’Est dell’Europa, stanziandole e distribuendole tra gli Stati dell’area interessata. Mentre, dal canto suo, come riferisce la Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, l’Unione Europea avrebbe preparato un pacchetto di sanzioni amministrative piuttosto severe nei confronti del Governo moscovita. 

Russia-Ucraina: UE rafforza sanzioni e NATO invia truppe

Le mosse dell’UE contro la Russia 

Da un lato, sono svariate le posizioni che vedrebbero nel conflitto Russia-Ucraina un atto di forza con il quale Putin intenderebbe estendere la propria egemonia. Dall’altro, invece, altrettante sono quelle che vi ravvisano una probabile risposta del Cremlino ad una precedente violazione dei concordati da parte degli Alleati. In entrambi i casi, comunque, il condizionale è d’obbligo dal momento che la propaganda risulta una componente fortemente preponderante in questo scontro che dura ormai da mesi. Putin è consapevole che l’Occidente non può permettersi una guerra per una Repubblica semipresidenziale che non rientra nemmeno nel Patto Atlantico, perciò non esista far valere le proprie ragioni. Non caso, esattamente pochi minuti fa, ha provocato l’UE, sottolineando come non possa far altro che emanare sanzioni (il che non è del tutto errato) e annunciando, tramite il Ministro degli Esteri russo, eguali misure economiche di ritorsione.

Ad ogni modo, l’Unione e gli USA non hanno nessuna intenzione di cedere di fronte alle pretese della Federazione russa. Per questo motivo, al termine di una riunione con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e il presidente del consiglio Ue Charles Michel, fa sapere l’Ansa, la Von der Leyen ha dichiarato che: 

L’Ue renderà al Cremlino impossibile continuare con l’azione. Più tardi presenteremo un pacchetto di sanzioni massicce e mirate. Saranno sanzioni finanziarie molto dure, avranno un impatto molto pesante sull’economia russa e andranno a sopprimere la crescita della Russia, ad erodere la sua base industriale. Vedremo molti capitali uscire dal Paese. Limiteremo l’accesso di Mosca alle tecnologie chiave. […] Il mondo potrà vedere che l’unità è la nostra forza. Riteniamo la Russia responsabile, non è solo un problema del Donbass e dell’Ucraina, in gioco ci sono la stabilità dell’Europa e l’ordine mondiale internazionale. […] Con l’Ucraina abbiamo firmato un accordo di associazione. Forniremo ogni supporto a Kiev. L’Ucraina si è staccata dalla rete elettrica russa e siamo pronti a supportarla se sarà necessario“. 

In più, in vista del vertice fissato per questa sera a Bruxelles, ha aggiunto che ci si preparerà a fornire anche sostegno politico. Sulla questione, infine, si è espresso anche il Premier britannico Boris Johnson, il quale ha affermato che l’intento principale sarà quello di distruggere l’economia della Russia. 

Le strategie della NATO

Per quel che riguarda la NATO in sé, invece, pare che l’organizzazione stia procedendo all’invio di nuovi contingenti armati provenienti da ogni base posta sotto il suo controllo. Più nello specifico, sarebbero circa 96mila gli uomini posti lungo quella che una volta era la “Cortina di Ferro”. Un numero decisamente elevato, sebbene non sufficiente per pareggiare i conti con il dispiegamento di Mosca. Pertanto, il Pentagono ha comunicato l’arrivo di 8500 unità ed è stata confermata persino la presenza di altri rinforzi sparpagliati tra Estonia, Lettonia e Lituania. Senza contare che gli elicotteri della Grecia che atterreranno in Romania e in Bulgaria. 

Insomma, alle fine dei conti, si tratterebbe di uno spostamento di forze non indifferente, alle quali, perlomeno per adesso, non è stato ancora dato l’ordine di intervenire. Inoltre, dalle 15 è in corso un meeting virtuale del G7 per decidere sul da farsi e alle 16.30 è atteso quello del Consiglio Supremo di Difesa italiano. E domani, invece, avrà luogo avrà luogo un colloquio straordinario dei leader dell’Alleanza Atlantica per cercare di comprendere quale sarà la strada da seguire. Difatti, un altro rischio è rappresentato dall’eventuale (per quanto improbabile per ora) entrata in gioco del nucleare, poichè decreterebbe a tutti gli effetti l’inizio della Terza Guerra Mondiale. 

Restiamo in attesa di aggiornamenti. 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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